“Il Prosperity Party è il vincitore delle elezioni con 438 seggi nella Camera dei Rappresentanti del Popolo” dice il National Election Board (NEBE). Un risultato che assicura al partito del PM Abiy Ahmed un’altra maggioranza parlamentare per il suo mandato, mentre il paese è alle prese con una crescente incertezza e insicurezza interna.

Secondo il NEBE, capeggiato dal suo vicepresidente Tesfaye Niway, i 438 seggi conquistati garantiranno al partito la possibilità di creare e formalizzare il nuovo governo della federazione. Dai dati pubblicati, le elezioni, iniziate il 1° giugno, si sono tenute regolarmente in 1139 circoscrizioni, 501 per la camera dei rappresentati del popolo e 638 per i consigli regionali.

Stando ai dati sciorinati con cura, il PP si è assicurato una maggioranza schiacciante anche nei consigli regionali a livello federale, un risultato che lascia poco spazio alla fantasia; il partito ha vinto 523 seggi in Oromia (la regione più grande e popolosa), 257 in Amhara, 216 nella regione Somala, 182 nella regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud, 176 nel Gambella, 175 nel Sidama, 161 a Dire Dawa (una delle due città autonome della federazione insieme ad Addis Abeba), 145 nel Benishangul-Gumuz, 144 nella regione dei Popoli Etiopi del Sud-Ovest, 143 in Etiopia centrale, 134 ad Addis Abeba, 124 nella regione Afar e 32 nella regione di Harar.
Verranno riconteggiati i voti in 10 circoscrizioni per la Camera dei Rappresentanti dei Popoli e in 3 circoscrizioni per i consigli regionali, mentre verranno ripetute le elezioni in 6 circoscrizioni parlamentari e in 7 per i consigli regionali (6 delle quali nella regione Somala).
Il Partito, formatosi nel 2019 in seguito alla fusione dei partiti costituenti dell’EPRDF (Fronte Democratico Rivoluzionario del Popolo Etiope, in inglese Ethiopian People’s Revolutionary Democratic Front è stata la coalizione politica che ha governato l’Etiopia dal 1991 al 2019), si era già assicurato una maggioranza dominante nel panorama politico etiope alle elezioni del 2021, consentendo ad Abiy Ahmed di strutturare la compagine politica nata due anni prima.
Il risultato delle elezioni appare chiaro; ciò che invece sconta una marcata insicurezza è il paese reale, alle prese con crescenti tensioni e minacce alla sicurezza interna es esterna, con i timori di un’escalation nel Tigray a meno di 4 anni dalla fine del conflitto e le crescenti istanze politiche in Amhara ed Oromia.

