Gli Stati Uniti intensificano la loro presenza economica in Etiopia guardando a uno dei più ambiziosi progetti infrastrutturali attualmente in corso nel continente africano: il nuovo aeroporto internazionale di Bishoftu, destinato a diventare il principale hub di Ethiopian Airlines.
Secondo quanto dichiarato da Mark Mitchell, vice assistente del Segretario al Commercio degli Stati Uniti per Medio Oriente e Africa, Washington è impegnata per favorire la partecipazione di aziende americane alla realizzazione dell’opera, il cui valore complessivo è stimato in 12,5 miliardi di dollari. L’obiettivo è rafforzare la competitività delle imprese statunitensi in un settore nel quale la Cina e altre potenze internazionali sono da anni particolarmente attive in Africa.
I lavori del nuovo aeroporto, situato circa 45 chilometri a sud-est di Addis Abeba, sono iniziati nel gennaio 2026. Il progetto prevede quattro piste e punta a trasformare Bishoftu in un grande snodo internazionale del trasporto aereo, tanto da essere descritto dalle autorità etiopi come il futuro “Dubai dell’Africa”. Il completamento è previsto entro il 2030.
Pur senza specificare quali attività potrebbero essere affidate alle imprese americane, Mitchell ha lasciato intendere che una maggiore presenza degli Stati Uniti potrebbe tradursi anche in nuove commesse per Boeing e per GE Aerospace, produttore dei motori destinati ai velivoli della compagnia etiope. Ethiopian Airlines ha infatti già confermato, nell’aprile scorso, l’acquisto di sei ulteriori Boeing 787-9 Dreamliner, che si aggiungono ai venti già ordinati.
Il progetto aeroportuale beneficia inoltre del sostegno della Banca Africana di Sviluppo, che ha già promesso un finanziamento di 500 milioni di dollari e coordina la raccolta di ulteriori risorse per circa 8,7 miliardi di dollari. Anche istituzioni finanziarie statunitensi avrebbero manifestato interesse a partecipare all’operazione.
L’iniziativa americana non riguarda soltanto le infrastrutture. Nel corso della stessa visita ad Addis Abeba, Mitchell ha annunciato la volontà di rafforzare la cooperazione con l’Istituto etiope per l’Intelligenza Artificiale, nell’ambito della strategia statunitense volta a promuovere l’esportazione delle proprie tecnologie avanzate.
La vicenda conferma come le grandi opere infrastrutturali africane siano ormai divenute uno dei principali terreni di competizione geopolitica globale. Ferrovie, porti, aeroporti e tecnologie digitali rappresentano oggi non solo strumenti di sviluppo economico, ma anche leve attraverso cui le principali potenze cercano di consolidare la propria influenza politica, commerciale e tecnologica nel continente.


