Dal 21 settembre, quando è iniziato un nuovo ciclo di combattimenti estesosi dal Tigray ad altre zone dell’Etiopia, Amnesty International riceve notizie attendibili di attacchi contro i civili e i beni civili a seguito di bombardamenti e attacchi aerei, arruolamenti forzati e altre violazioni dei diritti umani.
L’interruzione dei servizi di comunicazione in tutto il Tigray fa temere che, come in passato, possano essere commessi gravi crimini e che la popolazione civile venga privata di informazioni fondamentali per la propria sopravvivenza.
Di fronte a questa situazione, Amnesty International ha sollecitato l’Unione africana a non replicare l’attesa che si verifichino atrocità di massa o che aumenti drasticamente il numero delle vittime civili prima di inserire all’ordine del giorno la situazione in Etiopia.
Il primo passo dovrebbe essere la convocazione immediata di una sessione d’emergenza del Consiglio per la pace e la sicurezza, l’organo decisionale permanente dell’Unione africana per la prevenzione, la gestione e la risoluzione dei conflitti in Africa.
Durante il conflitto armato del 2020-2022, il Consiglio tenne la sua prima sessione nel novembre 2021, ben un anno dopo l’inizio di quello che la Commissione internazionale di esperti sui diritti umani sull’Etiopia delle Nazioni Unite ha definito “uno dei conflitti più letali del XXI secolo”.
NEWS e ANAlisi dalle Afriche venerdì 09 Ottobre 2026


