Le prime notizie arrivano nella giornata di ieri: i tigrini starebbero spostando combattenti nella parte occidentale della regione. Sospesi i voli per il Tigray, si segnalano scontri nel Welkait e Tselemt, si teme un’escalation.

Etiopia, Tigray. Oggi la Ethiopian Airlines afferma di aver sospeso i voli per la regione, sebbene non specifichi le motivazioni ufficiali: la compagnia ha sospeso i voli programmati per oggi per gli aeroporti del Tigray, tra cui Mekelle, Axum, Shire e Humera, secondo le informazioni ottenute.
“Il sistema funziona. Stiamo fornendo servizi. Vendiamo biglietti in programma da domani in poi. Riprogrammiamo i voli e forniamo altri servizi“, ha detto un membro dello staff della biglietteria ai media. “Ma nessuno di noi sa perché i voli sono stati sospesi oggi“.
Alcune fonti sul campo confermano anche la difficoltà di ritirare denaro dalle filiali delle banche presenti. “Sono poche le banche che erogano – mi confermano al telefono nella giornata di ieri – e se erogano lo fanno comunque con un limite di denaro che si può ritirare“.

Gli scontri, iniziati nella giornata di martedì, sarebbero localizzati nell’area tra Asegade, Guna e Waldaba, ma non è di certo un segreto che tutti temano un’escalation degli eventi.
Per più di un anno, un’altra guerra catastrofica tra Eritrea ed Etiopia è apparsa imminente. Gli osservatori hanno più volte lanciato l’allarme, monitorando la retorica e le mobilitazioni militari come segni minacciosi.
Finora, l’incertezza reciproca ha contribuito a mantenere la pace. Ma i recenti sviluppi nella regione potrebbero erodere ulteriormente questo fragile equilibrio e innescare un conflitto.
La guerra tra le forze tigrine e l’esercito federale è terminata solamente nel 2022 con gli accordi di Pretoria, lasciando una regione allo stremo e una crisi umanitaria che ad oggi è ancora ben lontana dall’essere risolta.
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