Il governo etiope ha proclamato tre giorni di lutto nazionale dopo una serie di frane provocate da piogge torrenziali che hanno colpito il sud del Paese, causando almeno 102 vittime. Il bilancio, ancora provvisorio, è stato fornito dalle autorità locali della zona di Gamo e potrebbe aumentare nelle prossime ore, mentre proseguono le operazioni di ricerca tra fango e detriti.
Il disastro si è verificato nella notte tra il 10 e l’11 marzo nel distretto montuoso di Gacho Baba, dove diversi giorni consecutivi di precipitazioni intense hanno saturato i terreni delle alture. La massa di fango e roccia ha travolto interi villaggi, distruggendo almeno 190 abitazioni e costringendo circa 3.500 persone a lasciare le proprie case.
Le squadre di soccorso stanno lavorando senza sosta per individuare eventuali sopravvissuti e recuperare i corpi delle persone ancora disperse. Le operazioni sono rese difficili dall’isolamento delle aree colpite: molte strade risultano sepolte dal fango e dai detriti, costringendo i soccorritori a utilizzare mezzi meccanici pesanti per liberare i passaggi e raggiungere le comunità più remote.
Le autorità locali hanno invitato la popolazione alla massima prudenza, avvertendo che il rischio di nuovi smottamenti resta elevato. I terreni delle zone montuose, già fortemente saturi d’acqua, potrebbero infatti cedere di nuovo se le piogge dovessero proseguire.
Il fenomeno non riguarda soltanto l’Etiopia. Le precipitazioni intense che hanno colpito l’Africa orientale negli ultimi giorni stanno causando gravi conseguenze anche nel vicino Kenya, dove si registrano almeno quaranta morti e oltre duemila sfollati.
Diversi studi scientifici collegano l’aumento di eventi meteorologici estremi nella regione al cambiamento climatico di origine antropica. Le frane e le alluvioni che ne derivano rappresentano una minaccia crescente per territori già vulnerabili dal punto di vista ambientale e socioeconomico.
La regione meridionale dell’Etiopia conosce purtroppo tragedie simili. Nel luglio 2024, una frana nella vicina zona di Geze Gofa aveva provocato la morte di 229 persone, una delle peggiori catastrofi naturali recenti del Paese. Anche allora, piogge intense e terreni instabili avevano innescato il cedimento delle pendici montuose.
Le autorità etiopi e le organizzazioni umanitarie stanno ora valutando l’entità dei danni e i bisogni immediati delle comunità colpite, mentre il Paese entra in lutto nazionale per ricordare le vittime di una nuova tragedia climatica.


