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Focus on Africa, grande partecipazione e interesse alla festa della buona informazione sul continente africano

L’evento ha visto la presenza di un oubnlico interessato. Tante domande e riconoscimenti per il lavoro della redazione guidata dalla direttice Antonella Napoli

Si è conclusa tra la partecipazione entusiasta del pubblico e un intenso clima di condivisione la prima festa di “Focus on Africa”, tenutasi nella suggestiva cornice del Parco Nemorense a Roma. Un’occasione per ritrovarsi attorno ai valori della buona informazione sul continente africano, promossa in collaborazione con Amnesty International Italia e ospitata dagli spazi inclusivi del Caffè Nemorense, gestito dall’associazione BARIKAMÀ, realtà simbolo di riscatto e integrazione sociale.

A fare da padrona di casa è stata Antonella Napoli, direttrice del magazine, reporter di guerra con un profondo bagaglio di esperienze sul campo e scrittrice pluripremiata per le sue inchieste e i suoi saggi. Accanto a lei, i collaboratori, le grandi firme della testata, amici e lettori che ogni giorno sostengono una voce libera, autonoma e rigorosa sugli scenari spesso dimenticati dai media mainstream.

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Il momento centrale della serata è stato il dibattito condotto e moderato dalla stessa Antonella Napoli, un confronto a più voci che ha messo al centro le sfide della professione giornalistica e le crisi umanitarie e geopolitiche che attraversano il Medio Oriente e l’Africa. Ognuno dei relatori intervenuti, legato da anni a Focus on Africa, ha portato una testimonianza viva e analisi di prima mano.

Riccardo Noury, storico portavoce di Amnesty International Italia, ha tracciato un quadro lucido sulla situazione dei diritti umani nel continente e ha ribadito il valore etico ed educativo della testata, definendo Focus on Africa non soltanto un punto di riferimento editoriale, ma «uno spazio dove si scrive e contemporaneamente si impara», evidenziando il legame profondo tra giornalismo di qualità e tutela dei diritti fondamentali.
Giovanni Gugg, antropologo e docente presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha sottolineato l’importanza di una narrazione antropologica e culturale lontana dagli stereotipi e dai pietismi. Gugg ha rimarcato la necessità di far conoscere un’Africa plurale, complessa e vitale, che in pochissimi raccontano e conoscono davvero nelle sue articolate dinamiche sociali. Matteo Palamidesse, giornalista e analista appena rientrato dall’Etiopia, ha portato testimonianze freschissime ed esclusive. Palamidesse ha illustrato la delicata fase storica e politica vissuta dal Paese africano, condividendo dettagli ed esperienze vissute tra la popolazione locale e analizzando le ripercussioni dei recenti conflitti nell’area del Corno d’Africa.

Giorgia Pietropaoli, docente e analista specializzata in questioni mediorientali, ha esteso la riflessione sulle interconnessioni strategiche, sociali e storiche tra l’Africa settentrionale, il Sahel e il Medio Oriente, offrendo una chiave di lettura geopolitica indispensabile per comprendere le dinamiche migratorie e le tensioni internazionali contemporanee.

Ha inoltre sottolineato l’impegno del nostro giornale durante il massacro di Gaza e sulla battaglia per i diritti delle donne iraniane e afghane.

Nel chiudere il dibattito Antonella Napoli ha rimarcato l’importanza di un giornalismo etico che, ha sottolineato parafrasando Joseph Pulitzer, non si occupa solo di come stanno le cose ma di come dovrebbero essere.

«Non possiamo leggere le dinamiche delle Afriche isolandole da ciò che accade in Medio Oriente. Esiste un filo rosso strategico, sociale ed economico che unisce queste regioni. Analizzare queste interconnessioni ci permette di comprendere non solo le crisi migratorie e di sicurezza, ma anche i grandi cambiamenti geopolitici in atto su scala globale»

ha concluso Napoli.

Ad arricchire la serata, trascorsa nel verde del parco Nemorense che ha fatto da sfondo alla mostra fotografica “Volti e colori del Darfur”,  una potente raccolta di scatti realizzati tra le tende e le polveri dei campi per sfollati in Sudan, dove è in corso una nuova guerra dal 15 aprile del 2023, un progetto di straordinario valore civile e artistico per il quale la giornalista ha ricevuto la prestigiosa Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana.

Le foto della giornalista, impresse con la tecnica della serigrafia su lamine di metallo, sono per lo più ritratti delle donne vittime di stupro utilizzato come arma di guerra i bambini costretti a vivere e a crescere lontani dalle loro case.

La festa si è conclusa con un momento di forte impatto emotivo: la proiezione del docufilm “Congo. Storie di guerra e di resilienza nel cuore dell’Africa dimenticata”, firmato sempre da Antonella Napoli.

Un’opera visiva che dà voce alle vittime di un conflitto invisibile ma devastante e che, attraverso immagini nude e storie di incredibile forza, testimonia la capacità di resistenza e rinascita delle comunità congolesi.

La prima festa di Focus on Africa si è svolta in un clima di grande partecipazione. La compattezza della redazione e delle firme più autorevoli del giornale, conferma che fare informazione pulita, approfondita e vicina agli ultimi non solo è possibile, ma trova una comunità viva e reattiva pronta a sostenerla.

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