Le relazioni tra Francia e Algeria stanno attraversando una fase di forte deterioramento, caratterizzata da episodi controversi che stanno alimentando un clima di tensione senza precedenti. Al centro di questa escalation vi è l’espulsione dell’influencer algerino Doualemn, accusato in Francia di incitare alla violenza sui social media. Arrestato a Montpellier, è stato inizialmente espulso verso l’Algeria. Tuttavia, le autorità algerine gli hanno negato l’ingresso, rispedendolo in Francia, dove è stato posto in un Centro di Ritenzione Amministrativa in attesa di ulteriori decisioni.
"Doualemn", un influenceur algérien de 59 ans, est placé en centre de rétention administrative, après l'échec de son renvoi en #Algérie 🇩🇿. Retour sur cette affaire ⤵️ pic.twitter.com/xpDoEVMWFv
— FRANCE 24 Français (@France24_fr) January 10, 2025
L’episodio ha suscitato una dura reazione da parte del ministro dell’Interno francese Bruno Retailleau, che ha definito il gesto algerino “incomprensibile e non amichevole”. Questa vicenda rappresenta un nuovo capitolo nel progressivo deterioramento dei rapporti tra Parigi e Algeri, già segnati da divergenze su temi cruciali come il Sahara Occidentale e il trattamento degli scrittori dissidenti.
À ceux qui sont sensibles aux argumentaires de l’Algérie :
1- l’arrêté ministériel a été pris sur le fondement de faits constitutifs d’une menace grave à l’ordre public. Cette réponse administrative à une urgence absolue est distincte de la réponse judiciaire. C’est cela la… https://t.co/paX0vgp7ws
— Bruno Retailleau (@BrunoRetailleau) January 12, 2025
Doualemn non è l’unico caso a generare frizioni. Altri influencer algerini e franco-algerini sono finiti nel mirino delle autorità francesi per la diffusione di messaggi violenti o provocatori sui social media. Tra questi, Sofia Benlemmane, segnalata per insulti e incitazione all’odio, e Imad Tintin, sotto accusa per messaggi estremisti. Le autorità francesi stanno adottando una linea sempre più dura, con arresti e procedimenti giudiziari in corso, come nel caso di Tintin, il cui processo è previsto per marzo.
Communiqué du @Algeria_MFA: pic.twitter.com/l9KQpEAu88
— Ambassade d'Algérie en France 🇩🇿 (@ambalgerieparis) January 11, 2025
Sul fronte diplomatico, l’arresto in Algeria dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal, gravemente malato, ha scatenato ulteriori polemiche. Il presidente Emmanuel Macron ha accusato Algeri di impedire a Sansal di ricevere cure adeguate, definendo la vicenda un disonore per il paese. L’arresto di Sansal si somma a una serie di tensioni nate dal supporto francese al piano di autonomia marocchino per il Sahara Occidentale, una mossa che ha provocato la rabbia dell’Algeria, storica sostenitrice del Fronte Polisario.
Algeria, l’arresto di Boualem Sansal: uno scrittore scomodo per il regime
In risposta all’atteggiamento algerino, esponenti francesi, tra cui il ministro della Giustizia Gérald Darmanin, hanno suggerito misure di ritorsione, come la revisione degli accordi bilaterali sui visti e l’abolizione delle agevolazioni per i possessori di passaporti diplomatici algerini. Tali proposte puntano a colpire la “nomenklatura” algerina, accusata di adottare politiche umilianti nei confronti della Francia.
Supprimer le régime sans visa dont bénéficie l’élite politique algérienne serait une mesure de rétorsion «intelligente et efficace», plaide Gérald Darmanin, alors que les tensions entre Paris et Alger sont au plus haut. pic.twitter.com/Sa4aJMC0T7
— Le Figaro (@Le_Figaro) January 13, 2025
La crisi attuale riflette un intreccio complesso di fattori: da questioni di sicurezza interna legate agli influencer radicali, alle divergenze diplomatiche di lungo corso sul Sahara Occidentale, fino alla gestione dei diritti umani di dissidenti come Boualem Sansal. Mentre il clima si surriscalda, le relazioni tra i due paesi rischiano di raggiungere un punto di non ritorno, con implicazioni che potrebbero estendersi oltre la sfera bilaterale.


