Dal 21 settembre al 1° dicembre 2024, lo Château royal de Blois (tra Tours e Orléans, in Francia) ospita una mostra di grande rilevanza storica e culturale intitolata «Visages d’ancêtres. Retour à l’île Maurice pour la collection Froberville». L’esposizione si concentra su una collezione di 53 busti, modellati nel 1846 su ex prigionieri africani resi schiavi nell’isola di Mauritius. Questa raccolta, rimasta nei depositi del castello dal 1940, fu realizzata da Eugène de Froberville nell’ambito di un’indagine etnografica volta a studiare le popolazioni dell’Africa orientale, in un periodo in cui la “scienza delle razze” dominava la ricerca accademica.
"Un événement historique". C'est ainsi que la FME a qualifié l'ouverture de l'exposition "Visages d'Ancêtres" au Château royal de Blois mercredi 25 septembre 2024. Une plongée dans la mémoire de l'esclavage, un hommage à ses victimes, un lien entre la France et l'île Maurice. 1/5 pic.twitter.com/DIFNIL8m81
— Fondation pour la mémoire de l'esclavage (@fondation_me) September 30, 2024
L’esposizione rappresenta un’importante occasione per riflettere sul passato coloniale e sulle sofferenze inflitte ai prigionieri africani, restituendo loro dignità attraverso un processo di contestualizzazione storica e culturale. Curata da Klara Boyer-Rossol, storica e commissaria scientifica, la mostra è organizzata in collaborazione con il Museo della schiavitù intercontinentale di Port-Louis (Mauritius) e la Fondazione per la Memoria della Schiavitù. Essa non si limita a mostrare i busti in sé, ma cerca di dare voce alle persone che vi sono rappresentate, proponendo una nuova lettura che si discosta dalla classificazione razziale del XIX secolo e si focalizza invece sulla vita, l’esperienza e la cultura degli individui coinvolti.
53 bustes d’anciens captifs du XIXe siècle, originaires d'Afrique de l'Est ont été sortis des reserves du château de Blois. Ils avaient été moulés par un ethnographe sur l'île Maurice. L'exposition "Visages d'ancêtres" jusqu'au 1er décembre du château royal de Blois en France. pic.twitter.com/FGpkSKU4Zn
— Le journal Afrique TV5MONDE (@JTAtv5monde) October 22, 2024
Attraverso un percorso immersivo, i visitatori possono ammirare i busti restaurati e apprendere le storie di vita delle persone modellate. Le recenti ricerche storiche hanno infatti permesso di identificare alcuni degli individui raffigurati e di tracciare, seppur parzialmente, le loro traiettorie esistenziali, riportando alla luce aspetti della loro esperienza di vita come schiavi e prigionieri.
La mostra rappresenta inoltre la fase preliminare di un evento ancora più significativo: nel 2025, i busti torneranno a Mauritius, dove saranno conservati presso il Museo della schiavitù intercontinentale. Questo ritorno segna un passaggio fondamentale nella riconciliazione con la memoria coloniale e nella lotta contro i pregiudizi razziali che ancora permeano alcune narrazioni storiche. Il progetto, infatti, non è solo un’esposizione culturale e patrimoniale, ma anche un evento di memoria collettiva, che affronta questioni sociali e storiche attuali legate all’eredità della schiavitù e del colonialismo.
👉Inauguration de l'exposition "Visages d'ancêtres" le mercredi 25 septembre à 18h, à retrouver également aux Rendez-vous de l'histoire 2024 !
Plus d'informations sur l'exposition : https://t.co/ixzzLMeMuk#rvh #rvh2024 #histoire #blois #festival #exposition pic.twitter.com/FjqgH77ITX— Rendez-vous-histoire (@rdvhistoire) September 24, 2024
L’esposizione «Visages d’ancêtres» è quindi un invito a riflettere su questi temi, offrendo al pubblico un’esperienza emotiva e intellettuale che coniuga l’arte del restauro con la riscoperta di un passato doloroso, per alimentare un dibattito contemporaneo su identità, cultura e giustizia storica.


