Ieri, 4 ottobre 2024, a Villers-Cotterêts, si è aperta la 19ª edizione del vertice della Francofonia, segnando il ritorno della Francia come paese ospitante dopo 33 anni. Questo importante incontro ha visto la partecipazione di oltre trenta capi di Stato e leader mondiali, tutti membri dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia (OIF), riuniti per discutere il futuro del mondo francofono e della lingua francese in un contesto globale in rapido cambiamento.
Uno dei temi centrali della prima giornata è stato affrontato dalla Segretaria generale dell’OIF, Louise Mushikiwabo, che ha manifestato il desiderio di reintegrare tre paesi sospesi dall’organizzazione: Mali, Burkina Faso e Niger. Questi stati, esclusi a seguito di colpi di stato e tensioni interne, potrebbero essere nuovamente accolti nell’OIF se dimostrassero progressi nel rispetto dei diritti e delle libertà. Mushikiwabo ha evidenziato che l’OIF ha adottato un nuovo meccanismo per monitorare e valutare la situazione di tali stati, un processo che ha già portato alla reintegrazione della Guinea, sospesa dal 2021.
“Je veux le dire ici clairement: non, la francophonie n'est pas un repli sur soi contre l'anglais"-
La secrétaire générale de l’OIF Louise Mushikiwabo. #RBAInfo pic.twitter.com/ptmZ58LBTy
— Rwanda Broadcasting Agency (RBA) (@rbarwanda) October 4, 2024
Mentre numerosi leader erano presenti, l’assenza del presidente senegalese Bassirou Diomaye Faye ha colpito particolarmente, segnando la prima volta che un presidente del Senegal manca un vertice della Francofonia. Un’altra questione delicata riguarda il Libano. Ziad Makari, ministro libanese dell’Informazione, ha annunciato che il 5 ottobre chiederà il sostegno dei paesi francofoni per affrontare la crisi in cui il Libano è coinvolto, in seguito al conflitto tra Hezbollah e Israele. La recente morte del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha innescato una serie di violenze, con il fuoco israeliano che ha colpito Beirut e altre aree popolate, costringendo decine di migliaia di civili a fuggire.
Il presidente francese Emmanuel Macron, nel suo discorso inaugurale, ha ribadito il ruolo centrale della Francofonia come spazio di influenza diplomatica. Ha esortato i membri dell’organizzazione a portare avanti una diplomazia comune, in grado di difendere la sovranità e l’integrità territoriale degli stati membri in tutto il mondo, senza cadere in doppi standard. Macron ha sottolineato l’importanza di utilizzare l’influenza della Francofonia per affrontare le sfide del XXI secolo, e ha lanciato un appello a costruire un cyberspazio sicuro e inclusivo.
Pont entre les siècles, les peuples et les individus, la Francophonie nous réunit. Bienvenue à Villers-Cotterêts ! pic.twitter.com/Vwmt69eMGt
— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) October 4, 2024
Durante il vertice, i paesi membri dell’OIF hanno lanciato l’“Appello di Villers-Cotterêts”, un’iniziativa che invita i principali attori digitali a creare uno spazio online più sicuro e diversificato, combattendo l’incitamento all’odio, il razzismo, l’antisemitismo e la disinformazione. Macron ha posto l’accento sull’urgenza di costruire un ordine digitale che protegga i cittadini da queste minacce, sottolineando che la Francofonia può essere un’alleata preziosa in questo sforzo.
L’evento si è svolto anche in un contesto di scadenze elettorali per alcuni paesi membri. Il presidente tunisino Kais Saied non ha partecipato al vertice, impegnato nella campagna per le elezioni presidenziali del 6 ottobre. A rappresentare la Tunisia è stato il primo ministro Kamel Madouri, che ha ribadito la posizione della Tunisia contro ogni forma di ingerenza esterna, sottolineando che la sovranità nazionale e il rispetto reciproco tra gli stati sono valori imprescindibili.
La grande famille de la #Francophonie est présente à la Cérémonie d’ouverture du XIXe #SommetdelaFrancophonie.
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Il 19° vertice della Francofonia ha confermato l’importanza dell’OIF come spazio di dialogo e cooperazione internazionale, in cui la lingua e la cultura francofona diventano strumenti di diplomazia globale. Le questioni affrontate, dalla reintegrazione dei paesi sospesi alla lotta contro l’incitamento all’odio nell’era digitale, dimostrano l’impegno dell’organizzazione nel rispondere alle sfide contemporanee. Il discorso di Macron ha evidenziato la necessità di una cooperazione forte e unitaria per difendere i valori di sovranità e integrità territoriale, mentre il Libano e la Tunisia hanno sollevato questioni urgenti che necessitano del sostegno della comunità internazionale francofona.


