La decisione del Gabon di sospendere l’accesso ai social network, entrata in vigore il 19 febbraio, sta avendo ripercussioni concrete sull’economia digitale del paese e sulla libertà di espressione. Facebook, TikTok e WhatsApp, piattaforme fondamentali per il commercio online, la comunicazione e l’informazione, sono ora inaccessibili o fortemente limitati. La misura, giustificata dal governo con la necessità di contrastare fake news, cyberbullismo e violazioni della privacy, ha scatenato un dibattito acceso: da un lato, la tutela della sicurezza digitale; dall’altro, il rischio di soffocare un settore economico in crescita e di limitare un diritto costituzionale.
ImNews: Gabon's HAC suspends social network access | Debate on digital ethics sparks#Gabon #DigitalEthics #Africahttps://t.co/wQclq6V3sU
— impulsradio Africa (@ImRadioAfrica) February 21, 2026
L’economia digitale in Gabon rappresenta il 5% del PIL, pari a oltre 250 miliardi di Franchi CFA. Per molti gabonesi, i social network non sono solo uno strumento di svago, ma una vera e propria fonte di sostentamento. Media online, piccoli imprenditori e freelance dipendono da queste piattaforme per lavorare, vendere e comunicare. Lionnel Mbeng, direttore di Gabon Média Time, paragona la situazione a un paziente privato dell’ossigeno: “Una giornata senza internet è come tagliare il respiro ai media digitali”. Joséphine Bouanga, che vende pesce e abbigliamento online, si chiede come sfamare la famiglia senza i suoi canali di vendita. Jacques Ndoudi, titolare di una PME di grafica, vede rallentare il suo business: “Se ci vietano WhatsApp, sarà impossibile lavorare”.
Il governo, attraverso il ministro della Comunicazione Germain Biahodjow, ha riconosciuto l’impatto negativo della misura, promettendo interventi rapidi per mitigare le conseguenze. Tuttavia, la sospensione è stata definita “spropositata” e “preoccupante” da Anges-Kévin Nzigou, presidente del Fronte Democratico Socialista, che la considera una minaccia alla libertà di espressione e un segno di regressione democratica. “Non si costruisce una nazione riducendo gli spazi di dialogo”, afferma Nzigou, sottolineando come la misura si inserisca in un contesto già segnato da blackout elettrici e tensioni sociali.
World of Africa |Social media platforms were no longer available in Gabon after regulators suspended them over security concerns. HAC says that online posts were stoking conflict, in a move branded repressive by the opposition @eriknjoka has more pic.twitter.com/o8Y6a8RxA8
— WION (@WIONews) February 24, 2026
La questione solleva interrogativi universali: fino a che punto uno Stato può limitare l’accesso al digitale in nome della sicurezza? E quale è il costo umano ed economico di queste scelte? In Gabon, la risposta è tangibile: migliaia di persone vedono il proprio lavoro e la propria voce messi a repentaglio. Mentre il governo cerca soluzioni, il paese si interroga sul futuro della sua democrazia digitale.


