Il sistema penitenziario del Gabon torna al centro del dibattito pubblico. Diverse organizzazioni della società civile hanno avviato nel mese di luglio una campagna di sensibilizzazione per chiedere una profonda riforma della giustizia e del sistema carcerario, denunciando condizioni di detenzione incompatibili con il rispetto della dignità umana.
L’iniziativa, intitolata “Dignità in detenzione”, è promossa dall’ONG gabonese SOS Prisonniers Gabon, in collaborazione con l’organizzazione francese Agir Ensemble pour les Droits Humains, e proseguirà fino al gennaio 2027. L’obiettivo è duplice: ridurre il sovraffollamento delle carceri e sollecitare un funzionamento più efficiente della giustizia.
Secondo i promotori della campagna, circa il 70% dei detenuti nelle carceri gabonesi è ancora in attesa di processo. In molti casi, la custodia cautelare si prolunga per periodi eccezionalmente lunghi, arrivando anche a dieci o vent’anni. Una situazione che contribuisce in modo decisivo all’affollamento degli istituti penitenziari e alimenta le critiche verso il sistema giudiziario.
Lionnel Engonga, presidente di SOS Prisonniers Gabon, sottolinea come il codice di procedura penale preveda lo svolgimento di sessioni criminali ordinarie ogni trimestre. Tuttavia, nell’anno giudiziario 2025-2026 tali sessioni non sarebbero state organizzate, impedendo a numerosi imputati di vedere celebrato il proprio processo.
Le associazioni denunciano inoltre un sistema penale ritenuto eccessivamente repressivo, nel quale anche reati di minore gravità possono comportare la detenzione preventiva. Secondo gli attivisti, un maggiore ricorso a misure alternative e una migliore regolazione del sistema penale contribuirebbero a ridurre la pressione sulle carceri.
Tra le richieste avanzate figurano un incremento delle risorse destinate all’amministrazione della giustizia, la regolare convocazione delle sessioni criminali previste dalla legge e la costruzione di nuovi istituti penitenziari conformi agli standard internazionali.
Le criticità del sistema carcerario gabonese erano già state evidenziate lo scorso maggio durante l’84ª sessione del Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, riunito a Ginevra. In quella sede, gli esperti delle Nazioni Unite avevano richiamato l’attenzione sul livello estremo di sovraffollamento della prigione centrale di Libreville, stimato tra il 400% e il 700% della capienza prevista, oltre ai lunghi tempi di attesa per i processi che interessano numerosi detenuti.
La nuova campagna punta ora a trasformare queste denunce in un’occasione di confronto con le autorità, nella speranza che il rafforzamento delle istituzioni giudiziarie e il miglioramento delle condizioni detentive diventino una priorità dell’agenda politica del Paese.


