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Economia

Gabon, svolta energetica verso il gas naturale liquefatto dal 2028

In Gabon il governo punta sul gas naturale liquefatto per diversificare l’economia e avviare le esportazioni dal 2028 attraverso il terminale di Cap Lopez.

Il Gabon si prepara a un passaggio strategico nella propria traiettoria energetica, puntando sul gas naturale liquefatto (GNL) come leva di diversificazione economica e di riposizionamento sui mercati internazionali. A partire dal 2028, il Paese dell’Africa centrale intende avviare le esportazioni di gas liquefatto, trasformando profondamente un sistema energetico storicamente centrato sul petrolio.

Il fulcro di questa trasformazione è il terminale di Cap Lopez, situato nei pressi di Port-Gentil, capitale economica del Paese. Costruito quasi settant’anni fa dalla compagnia Total Gabon per l’esportazione di greggio, il sito è oggi al centro di un ampio progetto di riconversione industriale. L’obiettivo è trasformarlo in un hub per il trattamento, la liquefazione e lo stoccaggio del gas, integrando nuove infrastrutture dedicate.

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Il progetto è guidato e finanziato dal gruppo franco-britannico Perenco, già principale produttore di petrolio nel Paese. L’investimento previsto ammonta a circa 2 miliardi di dollari, una cifra che segnala la portata dell’operazione e la rilevanza strategica attribuita al gas nel futuro energetico gabonese. Parallelamente, è in fase di costruzione una rete di circa 500 chilometri di gasdotti per collegare i siti di produzione nel sud del Paese al terminale costiero.

Dal punto di vista industriale, il progetto prevede una filiera integrata: raccolta del gas, trattamento, liquefazione e infine esportazione via nave verso i mercati internazionali. Una parte delle infrastrutture è attualmente in fase di assemblaggio in Medio Oriente, a conferma della dimensione transnazionale dell’intervento.

L’ingresso del Gabon nel mercato globale del GNL risponde a una duplice esigenza. Da un lato, ridurre la dipendenza dalle entrate petrolifere in un contesto di crescente volatilità dei prezzi e di transizione energetica globale; dall’altro, valorizzare risorse finora sottoutilizzate. Per oltre un secolo, infatti, il gas associato all’estrazione petrolifera è stato in gran parte bruciato tramite torching, una pratica altamente impattante sul piano ambientale.

In questo quadro, Perenco rivendica un ruolo nella riduzione del gas flaring e nella produzione di gas domestico, coprendo già una quota significativa del fabbisogno nazionale di butano. Tuttavia, il gruppo resta oggetto di critiche da parte di organizzazioni ambientaliste, che ne sottolineano l’impatto ecologico complessivo.

La strategia commerciale annunciata punta ai mercati più remunerativi, in un contesto competitivo già affollato. Il modello è quello tipico delle economie estrattive: vendita al miglior offerente, con benefici condivisi tra impresa e Stato attraverso i proventi legati alle risorse naturali. Resta tuttavia aperta la questione della distribuzione interna di tali benefici e della capacità del settore energetico di tradursi in sviluppo diffuso.

A oltre cento anni dall’avvio della produzione petrolifera, il Gabon tenta dunque una nuova fase della propria storia energetica. Il passaggio al gas naturale liquefatto non rappresenta solo un’evoluzione tecnica, ma un banco di prova per la sostenibilità economica, ambientale e politica di un modello ancora fortemente ancorato all’estrazione di risorse.

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