Dopo giorni di bombardamenti incessanti e di attacchi dei droni nelle vicinanze, il dottor Hussam Abu Safiya, direttore del Kamal Adwan Hospital, ha denunciato che l’ospedale è stato oggetto di un pesante attacco diretto, poco dopo aver ricevuto una notifica di evacuazione immediata.

Tutti i reparti, comprese la terapia intensiva, l’unità neonatale e il reparto maternità, sono stati colpiti, con ogni mezzo possibile, droni, cecchini e carri armati in azione per distruggere tutto, all’interno e all’esterno dell’ospedale.
Gli attacchi hanno ripetutamente preso di mira i reparti, le forniture mediche essenziali, le strumentazioni ; il personale sanitario e i degenti, atterriti, sono bloccati all’interno, cercando un possibile riparo dai proiettili.
Come si può attaccare una terapia intensiva, un’unità neonatale, come si possono colpire donne che sono in travaglio, malati inermi attaccati ai respiratori? Qual è la motivazione? Quale scusa può addurre Israele per questa ennesima ingiustificabile carneficina?
Papa Francesco si è pronunciato chiaramente ieri: “Nei territori palestinesi in guerra ieri sono stati bombardati dei bambini, questa è crudeltà, questa non è guerra”.
Con oltre 85 pazienti ricoverati, tra cui 15 bambini, l’ospedale Kamal Adwan continua comunque a funzionare e fornire assistenza nella zona nord di Gaza, sebbene in condizioni estreme e al di sotto della capacità minima, con i farmaci essenziali completamente esauriti.
Il dottor Abu Safiya continua a lavorare giorno e notte senza sosta, nonostante abbia perso suo figlio proprio in uno degli attacchi contro l’ospedale qualche mese fa, e tutto il personale medico e sanitario sia diventato un vero e proprio bersaglio dell’esercito occupante.

“Evacuare i pazienti e tutte le risorse in queste condizioni con un preavviso così minimo è praticamente impossibile, anche in considerazione del fatto che l’ospedale alternativo, l’Ospedale Indonesiano, manca di attrezzature vitali, generatori e ossigeno” ha riferito il dottore in un videomessaggio.
Dal 7 ottobre 2023, oltre 1.000 tra medici e infermieri sono stati uccisi dagli attacchi israeliani alla Striscia di Gaza, secondo le autorità locali, più di 310 appartenenti al personale medico sono stati arrestati, torturati e giustiziati nelle carceri. L’esercito israeliano ha distrutto decine di ambulanze, e ha ostacolato l’ingresso di forniture mediche, di delegazioni sanitarie e di centinaia di chirurghi a Gaza.
Il dottore ha nuovamente rivolto un appello alla comunità internazionale per un intervento immediato e un corridoio umanitario, accusandola di essere responsabile di non aver impedito la distruzione del sistema sanitario palestinese. Nonostante le continue richieste dei medici per una tregua umanitaria, infatti, non c’è stato nessun miglioramento, nessuna presa di posizione da parte della comunità internazionale, e l’ospedale e il suo personale, come tutti i presidi sanitari di Gaza, rimangono un target sotto la minaccia costante dell’esercito occupante.


