La tragica uccisione del giornalista palestinese Hasan Eslayeh all’interno dell’ospedale Nasser di Khan Younis, mentre stava ricevendo cure per le ferite riportate durante la sua attività di reporter, è un ulteriore colpo alla libertà di stampa e una grave violazione del diritto internazionale.
Eslayeh era un importante reporter sul campo e direttore dell’agenzia di stampa Alam24. La sua morte, denunciata dal Sindacato dei Giornalisti Palestinesi, segue un preoccupante schema di attacchi israeliani contro giornalisti e strutture mediche.

Questo atto, insieme ai precedenti raid in ospedali come l’Ibn Sina di Jenin, evidenzia una tendenza inquietante.
Già nel gennaio 2024, membri dell’unità speciale israeliana “Yamam” erano entrati nell’ospedale Ibn Sina di Jenin indossando uniformi mediche e usando un’ambulanza. Durante l’operazione, il giovane palestinese Basel Al-Ghazawi era stato colpito all’interno della sua stanza mentre era a letto.
L’attacco all’ospedale Nasser che ha causato la morte di Eslayeh, segue un precedente bombardamento nelle vicinanze, che aveva già ucciso altri operatori dell’informazione.
Come ha riportato Al Jazeera, in queste ultime ore l’Ospedale Europeo è stato reso inagibile da una sequenza di sei pesanti attacchi aerei, che ha privato la popolazione di servizi sanitari vitali, in una situazione già di grave crisi. I video rilasciati da Eye on Palestine mostrano i fumi neri della distruzione causata dall’offensiva aerea israeliana, sferrata un giorno dopo un altro mortale attacco all’ospedale, in cui erano rimasti uccisi almeno 28 palestinesi.
Decine di bambini sono rimasti uccisi e gravemente feriti negli ultimi assalti, una strage ingiustificabile.
Sempre secondo Al Jazeera , uno degli attacchi di oggi ha colpito anche un bulldozer, che stava lavorando per rimuovere le macerie nel cortile dell’ospedale per recuperare i corpi lasciati a terra il giorno precedente.
Gli attacchi hanno gravemente interrotto le operazioni dell’ospedale e impedito alle ambulanze di lasciare la struttura.

Il ritrovamento di un video in cui Islayeh esprimeva il timore di essere dimenticato dopo la morte, come altri giornalisti uccisi, aggiunge un toccante elemento umano a questa tragedia: “La terra si è aperta e ha inghiottito le persone. Uno è stato gettato qui, un altro è stato gettato là . Nessuno si ricorderà di me.”
La situazione umanitaria a Gaza è catastrofica, nulla entra a Gaza e nessuno esce dalla trappola mortale.
“Vi chiedo di riflettere un momento su quale azione diremo alle generazioni future di aver intrapreso, ciascuno di noi, per fermare l’atrocità del XXI secolo a cui assistiamo quotidianamente a Gaza. Israele sta deliberatamente e sfacciatamente imponendo condizioni inumane ai civili.” Così
il capo degli aiuti ONU, Tom Fletcher, ha lanciato un allarme al Consiglio di Sicurezza, chiedendone l’intervento per evitare un “genocidio”. Fletcher ha apertamente
accusato Israele di bloccare deliberatamente gli aiuti e di imporre condizioni inumane . Al Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha confermato che “Nessun cibo, medicinale, acqua o tenda è entrato nell’enclave palestinese dilaniata dalla guerra da più di 10 settimane”. “Possiamo salvare centinaia di migliaia di sopravvissuti. Abbiamo meccanismi rigorosi per garantire che i nostri aiuti raggiungano i civili e non Hamas. Ma Israele ci nega l’accesso, anteponendo l’obiettivo di spopolare Gaza alla vita dei civili”, ha continuato Fletcher.
Le continue ulteriori richieste di queste ore di evacuazione nel sud di Gaza non fanno che esacerbare sofferenze e caos tra la popolazione civile. Le forze di occupazione stanno chiedendo una completa evacuazione delle aree meridionali del quartiere di Al-Rimal, dell’ospedale Al-Shifa, delle scuole circostanti e fino all’Università Islamica nella città di Gaza. I residenti hanno iniziato a lasciare l’area circostante l’ospedale Al-Shifa nella città di Gaza come misura precauzionale, in seguito alle minacce delle forze israeliane di colpire l’area vicina, che è stata soggetta a pesanti attacchi nelle ultime ore.
“La gente è persa, non sa dove andare. Centinaia di migliaia di sfollati dormono dentro e intorno alle scuole. Vivono nella paura costante mentre continuano ondate caotiche di evacuazione”, ha dichiarato il reporter Anas Al-Sharif.
L’esercito israeliano ha dichiarato che il comandante della brigata di Rafah, Mohammad Shabaneh, e alti esponenti del gruppo terroristico tra cui anche il portavoce di Hamas Abu Obeida, si trovassero insieme nel bunker sotto l’Ospedale Europeo bombardato ieri sera, come riporta Ynet.
Ma la presunta presenza di leader di Hamas in un bunker sottostante l’Ospedale Europeo, addotta come motivo degli attacchi, non giustifica in alcun modo la distruzione di infrastrutture mediche vitali e le conseguenze devastanti sulla popolazione civile.
Come ha appena affermato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, in una storica dichiarazione in Parlamento, annunciando che la Spagna non avrebbe ripreso il commercio con Israele:
“Non si tratta di politica. Si tratta di umanità.
Di bambini. Di giustizia”.
Il mondo deve fare eco alla sua voce.


