Skip to content
Focus internazionale

Gaza, gruppo dell’Aia: “L’era dell’impunità per Israele è finita”

Al summit dei paesi del sud del mondo comunicato congiunto: “Necessario andare oltre le parole di condanna e intraprendere un’azione collettiva fondata sul diritto internazionale”.

L’era dell’impunità per Israele è finita”. E’ l’annuncio dopo due giornate di lavori a Bogotà, dove una coalizione di alcuni Paesi, denominata The Hague Group (gruppo dell’Aja), co-presieduta da Sudafrica e Colombia, ha stabilito all’unanimità una serie di sanzioni contro Israele, con effetto immediato.

Per tali Paesi è necessario “andare oltre le parole di condanna e intraprendere un’azione collettiva fondata sul diritto internazionale”. Quest’ultimo “deve essere applicato senza timore o favoritismi attraverso politiche e leggi interne immediate, insieme a un appello unanime per un cessate il fuoco immediato”.

Annunci

Per tale scopo dodici paesi del Sud del mondo:  Bolivia, Colombia, Cuba, Indonesia, Iraq, Libia, Malesia, Namibia, Nicaragua, Oman, Saint Vincent e Grenadine e Sudafrica si sono accordati sull’adozione delle seguenti misure: impedire la fornitura o il trasferimento di armi, munizioni, carburante militare, equipaggiamento militare correlato e prodotti a duplice uso a Israele; impedire il transito, l’attracco e la manutenzione delle navi in qualsiasi porto quando vi sia un rischio evidente che la nave venga utilizzata per trasportare armi, munizioni, carburante militare, equipaggiamento militare e beni a duplice uso verso Israele; impedire il trasporto delle predette merci su navi battenti la propria bandiera e garantire la piena responsabilità, per il mancato rispetto di questo divieto; avviare una revisione urgente di tutti gli appalti pubblici, per impedire che istituzioni e fondi pubblici sostengano l’occupazione illegale del Territorio Palestinese occupato da Israele; garantire giustizia a tutte le vittime e la prevenzione di crimini futuri; sostenere i mandati di giurisdizione universale, per assicurare giustizia alle vittime.

Qui abbiamo affermato collettivamente – ha affermato il ministro sudafricano delle Relazioni Internazionali e della Cooperazione, Ronald Lamola – che nessuno Stato è al di sopra della legge. Il Gruppo dell’Aja è nato per promuovere il diritto internazionale in un’era di impunità”.

“Queste misure dimostrano – per il Presidente della Colombia, Gustavo Petro – che non permetteremo più che il diritto internazionale sia considerato facoltativo o che la vita dei palestinesi sia sacrificabile”.

Questi 12 Stati hanno compiuto un passo epocale”, ha dichiarato Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati.

La lista dei Paesi aderenti potrebbe allungarsi, in quanto ci sono contatti in corso con molti Governi.  Ciò dimostra che è possibile opporsi alla barbarie, si tratta unicamente di una precisa scelta politica.

Mentre i predetti Paesi non rimangono indifferenti al massacro dei palestinesi, gli statisti europei ed USA continuano ad essere complici del Governo Netanyahu, sostenendolo in tutti i modi.

Ad esempio, il Governo Meloni nei giorni scorsi, ha bocciato la mozione parlamentare di PD; Movimento 5 Stelle ed AVS, per sospendere il memorandum di difesa con Israele, in vigore dal 2005; non ha difeso la predetta giurista ONU Francesca Albanese, dalle sanzioni che le sono state applicate dagli USA per aver indicato le aziende che fanno profitti con la guerra in Palestina; il ministro degli esteri Tajani ha dichiarato che il premier israeliano non sarà consegnato al Tribunale Penale Internazionale per essere processato per crimini contro l’umanità, qualora venisse nel nostro Paese; le vendite di armi a Tel Aviv,  come dimostrano dati ufficiali e inchieste giornalistiche, continuano nonostante siano vietate dalla legge nazionale ed internazionale; rifiuta di riconoscere lo Stato di Palestina; non ha mai condannato i crimini commessi da Israele nemmeno mentre tutto il mondo è scioccato dalle immagini sconvolgenti di bimbi morti di fame! In sede di Unione Europea, inoltre, ha respinto la richiesta di sospensione dell’Accordo di associazione con Israele, che regola la cooperazione economica fra Bruxelles ed il Paese ebraico. Tutte iniziative incoerenti con il popolo italiano che da molto tempo manifesta, invece, a favore della fine del regime di apartheid voluto, da decenni, da Israele.

A questo punto solo una forte pressione internazionale, come quella adottata dal Gruppo dell’AIA, può costringere Israele a porre fine alla sua politica genocida, che ha reso Gaza un luogo in cui è impossibile vivere, così come le sanzioni portarono alla fine del regime dell’apartheid in Sudafrica.

I governanti occidentali che, pur avendone il potere, hanno scelto di non intervenire per salvare tanti innocenti,  ne dovranno rispondere alla propria coscenza ed alla storia

Luciano Bertozzi

 

Annunci
Gaza
Torna su
No results found...