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Focus internazionale

Gaza, no a impunità in Europa per i militari israeliani che hanno commesso atrocità

La Fondazione Hind Rajab intitolata alla bambina palestinese di cinque anni uccisa con i suoi familiari dall’esercito israeliano a Gaza, ha denunciato alla Procura di Roma il soldato Israel Yitzhk

Israel Yitzhk, è un soldato israeliano e la Fondazione Hind Rajab (FHR), intitolata alla bambina palestinese di cinque anni uccisa con i suoi familiari dall’esercito israeliano a Gaza, lo ha denunciato alla Procura di Roma per il “presunto coinvolgimento in crimini di guerra, crimini contro l’umanità e atti di genocidio commessi durante la campagna militare israeliana nella Striscia di Gaza”.

La denuncia è basata sul principio della giurisdizione universale, visto che il militare sarebbe stato recentemente in Italia, come si rileva dai suoi canali social.

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L’Italia è Stato Parte delle Convenzioni di Ginevra del 1949, dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (CPI) e della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura. Gli Stati, quindi, hanno l’obbligo di ricercare, indagare e perseguire le persone sospettate di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, a prescindere dalla nazionalità o dal luogo in cui i crimini sono stati commessi.

Per la denuncia, Gaza è la scena del crimine, non a caso la Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto per crimini contro l’umanità contro il premier israeliano  Benjamin Netanyahu e l’allora Ministro della difesa Yoav Gallant,.

Israel Yitzhki, in base alle indagini effettuate dalla Fondazione, ha prestato servizio nel 432° Battaglione della Brigata Givati e ha partecipato a operazioni che hanno causato: la distruzione di proprietà civili senza che vi fossero necessità militari; attacchi a città indifese, edifici residenziali e obiettivi civili; incendi dolosi e demolizioni controllate di case e rifugi; occupazione e distruzione di scuole utilizzate come rifugi civili; detenzione illegale e trattamento umiliante di civili palestinesi, tra cui la pubblicazione di immagini che mostrano i detenuti bendati, ammanettati e inginocchiati.

Tali atti costituiscono per FHR crimini di guerra. Le azioni di Yitzhki potrebbero anche essere considerate crimini contro l’umanità, tra cui lo sterminio, la prigionia illegale, la tortura e altri atti disumani commessi nell’ambito di un attacco diffuso e sistematico contro una popolazione civile .

In considerazione della la gravità delle accuse e il rischio che il militare Yitzhki possa abbandonare l’Italia, HRF ha chiesto alle autorità, la custodia cautelare in carcere; il sequestro del passaporto e la conservazione delle prove digitali.

HRF ha intrapreso altre numerose inziative analoghe in diversi Paesi europei, ad esempio in Spagna nei confronti di un altro soldato, per aver preso parte alla distruzione della città di Beit Hanoun e che si trovava nel Paese iberico e nei confronti di altri militari del Paese ebraico che si trovavano nella Repubblica Ceca ed in Romania.

Di fronte ai Governi occidentali che continuano a supportare il Governo di Israele e che non fanno nulla per punire i responsabili di quello che per tanti è un genocidio, HRF lavora affinchè nessun Paese europeo diventi un rifugio per gli autori delle atrocità commesse a Gaza.

Quando i sospettati di crimini di guerra e genocidio entrano in Europa, – ha affermato il Direttore Generale di HRF, Dyab Abou Jahjah- gli Stati devono scegliere tra impunità e giustizia. Non esiste una terza opzione.”

L’Italia, purtroppo, ha scelto di non collaborare con la CPI e di calpestare il diritto internazionale. Il nostro Governo ha dichiarato che qualora il premier Benjamin Netanyahu venisse in Italia non verrebbe consegnato alla Corte stessa, nonostante sia obbligata a farlo. Nei recenti viaggi  verso gli Stati Uniti, infatti, l’aereo del Primo Ministro ha potuto sorvolare  impunemente lo spazio aereo italiano, a differenza di quello spagnolo che ne ha vietato il sorvolo. Su tale aspetto Verdi e Sinistra hanno presentato un’interrogazion e parlamentare. Allo stesso modo Roma non ha fatto nulla per difendere Francesca Albanese, Relatore Speciale ONU per i Territori Occupati, sottoposta da Trump a pesanti sanzioni per aver documentato le atrocità commesse da Israele.

Mentre i Governi garantiscono l’impunità ai criminali israeliani, la società civile,  dal basso, lavora per ritornare alla civiltà del diritto e non alla barbarie del più forte. Ovviamente debbono essere perseguiti tutti i responsabili di crimini a qualsiasi livello.

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