Hamas ha comunicato la sua risposta alla proposta di accordo per la tregua e lo scambio di prigionieri, consegnandola al Primo Ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, durante un incontro in Egitto.
Lo riferisce il giornalista di Axios, Barak Ravid, citando una fonte diplomatica, secondo cui, il movimento avrebbe consegnato la sua risposta anche ai mediatori egiziani, accettando la proposta egiziana per un cessate il fuoco e uno scambio di prigionieri. In un breve comunicato, Hamas ha dichiarato di aver informato i mediatori della sua approvazione del piano, senza però fornirne i dettagli. L’approvazione sarebbe arrivata dopo un incontro al Cairo tra i funzionari egiziani e del Qatar e la delegazione di Hamas.
I media egiziani avevano precedentemente riportato che la proposta prevedeva il riposizionamento delle forze israeliane vicino al confine per facilitare l’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza. L’accordo includerebbe una tregua di 60 giorni in cambio del rilascio di 10 ostaggi israeliani ancora in vita e della restituzione di 18 corpi, oltre a un numero non specificato di prigionieri palestinesi. Durante questo periodo, le operazioni militari verrebbero sospese e l’assistenza umanitaria verrebbe intensificata. Il piano richiede inoltre a Israele di permettere percorsi sicuri per i convogli di aiuti e di ritirare le sue forze da alcune aree. Tuttavia, i primi segnali da parte del governo israeliano sono di freddezza. Il Ministro della Difesa Israel Katz ha commentato che la disponibilità di Hamas a negoziare è dovuta al “timore che intendiamo seriamente conquistare Gaza City”, mentre Benjamin Netanyahu ha ribadito che la guerra finirà solo quando tutti gli ostaggi saranno tornati e Hamas sarà disarmata.
Secondo le stime israeliane, a Gaza rimangono circa 50 prigionieri, di cui 20 ritenuti ancora in vita. Nelle carceri israeliane, invece, sono detenuti più di 10.800 palestinesi, tra cui molti minori, in condizioni disumane. I gruppi per i diritti umani continuano a segnalare casi di decessi dovuti a torture, fame e mancanza di assistenza medica.
Se accettato, l’accordo sarà trasmesso al governo israeliano attraverso Washington, che promette di intervenire per la sua approvazione e per la sospensione delle operazioni militari a Gaza City. Durante la tregua, si terranno negoziati intensivi con l’obiettivo di raggiungere un accordo finale per porre fine alla guerra e definire le questioni relative alla fase post-bellica.
Il futuro della Striscia di Gaza è ora appeso a un filo. Con l’accettazione di Hamas, l’attenzione si sposta su Israele, che si trova di fronte a una decisione cruciale. Accetterà la proposta per una tregua e il rilascio degli ostaggi, o il conflitto continuerà la sua spirale di violenza? Le prossime ore saranno decisive per stabilire se si aprirà uno spiraglio di pace o se il popolo di Gaza continuerà a subire la devastazione della guerra.


