La polizia del Gloucestershire ha dichiarato un “major security incident” nel villaggio di Whelford, a circa due miglia dalla base RAF Fairford, dopo la scoperta di un presunto deposito di esplosivi. Finora sono stati arrestati cinque uomini con l’accusa di reati previsti dall’Explosives Act. Una squadra dell’esercito specializzata in disinnesco di ordigni sta esaminando alcuni veicoli, sospettati di essere carichi di esplosivo. Secondo quanto ripreso da alcune immagini aeree, un robot per il disinnesco degli ordigni sarebbe stato impiegato su tre furgoni rinvenuti in un’area boschiva vicina, due dei quali con le portiere posteriori aperte e oggetti di grandi dimensioni visibili all’interno. Circa 30 mezzi di soccorso — polizia, ambulanze, vigili del fuoco — sono stati schierati sul posto. Secondo alcune fonti, sarebbero circa 85 le abitazioni evacuate nella zona di Whelford, i cui residenti sono stati portati in un centro nelle vicinanze, con un cordone di sicurezza tuttora attivo. La polizia del Gloucestershire, tramite un comunicato ufficiale, ha dichiarato: “Crediamo che questo incidente sia contenuto”, precisando di star lavorando secondo piani già collaudati per situazioni di questo tipo. Il Segretario alla Difesa britannico Wes Streeting ha confermato su X che la situazione è “sotto controllo”.
RAF Fairford è una base utilizzata dall’aeronautica statunitense per operazioni legate alla difesa dello Stretto di Hormuz e per missioni collegate al conflitto con l’Iran; vi sono basati i bombardieri B-1B Lancer e la base funge da avamposto operativo per lo US Global Strike Command, incaricato della gestione di attacchi a lungo raggio. A marzo il governo britannico aveva autorizzato l’aeronautica USA a utilizzare Fairford per colpire siti missilistici iraniani che attaccavano navi nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato da CNN. Il Daily Mail ha inoltre scritto che la base sarebbe stata posta al livello di allerta massimo (“Delta”), il più alto previsto dal Dipartimento della Difesa statunitense, e che un’altra base USA in Inghilterra, RAF Lakenheath, sarebbe stata posta in allerta “Charlie”, il secondo livello più elevato. Si tratta però di informazioni non confermate ufficialmente da fonti istituzionali.
L’episodio si inserisce in un quadro di tensioni in progressivo aumento tra Regno Unito e Iran. Il mese scorso l’Iran sarebbe stato collegato a un attacco informatico che ha messo fuori uso una centrale elettrica britannica per quattro giorni, il primo attacco di questo tipo mai riuscito contro un’infrastruttura critica del Paese. In precedenza, le Guardie della Rivoluzione islamica (IRGC) avevano avvertito pubblicamente il Regno Unito contro l’utilizzo delle proprie basi per far decollare bombardieri americani diretti contro obiettivi iraniani. Un eventuale attentato contro una base come RAF Fairford rappresenterebbe un salto di scala significativo nel contesto attuale. Finora le tensioni si sono mosse su binari indiretti — attacchi informatici, avvertimenti pubblici, uso “difensivo” della base — ma un’azione fisica diretta contro un’installazione che ospita bombardieri strategici e funge da nodo dello US Global Strike Command segnerebbe un salto di natura ben diverso, con possibili implicazioni anche sul piano dell’alleanza NATO.
Per ora, comunque, nessuna fonte investigativa ha confermato un legame tra gli arresti e il ruolo militare della base. Il collegamento con l’Iran, per il momento, non è un dato accertato. Le indagini proseguono, guidate dalla polizia antiterrorismo.


