Il Governatorato di Gerusalemme ha lanciato un allarme urgente questa settimana, segnalando l’imminente pericolo di crollo strutturale di parti della Moschea di Al-Aqsa. Il terzo sito più sacro dell’Islam sarebbe a rischio a causa della crescente intensità dei lavori di scavo condotti dalle autorità israeliane e dalle organizzazioni di coloni nelle immediate vicinanze e nel sottosuolo.
In una dichiarazione ufficiale emessa mercoledì, l’Ufficio del Governatore ha asserito che le continue e invasive attività sotterranee rappresentano ora una “diretta minaccia strutturale” per le fondamenta della moschea e l’integrità dei suoi storici edifici.
L’attenzione si concentra in particolare sull’accelerazione delle trivellazioni condotte nelle zone confinanti con le mura meridionali e occidentali di Al-Aqsa. Secondo le accuse del Governatorato, questi lavori non sono isolati, ma fanno parte di una “complessa rete di tunnel” scavata per modificare in modo permanente la configurazione storica e geografica del sottosuolo di Haram al-Sharif.
Le autorità palestinesi hanno a lungo denunciato il progetto di tunnel come un tentativo di alterare la realtà storica e archeologica della Città Vecchia di Gerusalemme Est, a sostegno delle rivendicazioni ebraiche sul Monte del Tempio/Haram al-Sharif, uno dei siti religiosi più significativi e contesi al mondo.
L’allarme non è limitato solo alla moschea, ma si estende all’intero tessuto urbano circostante. Il Governatorato ha confermato che la prosecuzione dei lavori di scavo ha già causato l’apparizione di evidenti crepe e fessure in molti edifici residenziali e storici della Città Vecchia adiacenti.
Secondo alcune dichiarazioni, la continua rimozione di suolo e la creazione di profonde cavità sotterranee stanno indebolendo in modo critico le fondazioni che sostengono le imponenti strutture di Al-Aqsa e i palazzi limitrofi.
Il Governatore ha concluso la sua nota con un monito drammatico, avvertendo che l’indebolimento in corso aumenta notevolmente la probabilità di un “crollo improvviso” di parti della moschea, una catastrofe che non solo distruggerebbe un patrimonio inestimabile, ma metterebbe anche in grave pericolo la vita dei fedeli che frequentano il luogo di culto.
Le accuse palestinesi di scavi che mettono in pericolo la Moschea di Al-Aqsa sono un tema ricorrente e controverso. Questo nuovo allarme giunge in un momento di fragilissima stabilità: venerdì scorso, a seguito dell’entrata in vigore del recente cessate il fuoco, la Moschea di Al-Aqsa ha visto un massiccio afflusso di fedeli per la preghiera comunitaria, in un raro momento di calma dopo un periodo di forti tensioni e scontri.
Le autorità israeliane, in particolare l’Autorità per le Antichità di Israele (IAA), sostengono che tutti i lavori sono condotti in modo sicuro, con rigidi controlli ingegneristici e archeologici e che non rappresentano alcun pericolo per le strutture in superficie.
Tuttavia, queste rassicurazioni vengono categoricamente respinte dall’Amministrazione del Waqf Islamico, l’ente giordano preposto alla gestione del complesso di Al-Aqsa, un ruolo cruciale e politicamente molto delicato.
Israele infatti mantiene il controllo della sicurezza esterna e dell’accesso, ma l’Amministrazione del Waqf Islamico è rimasta sotto la supervisione del Regno Hashemita di Giordania, riconosciuto come custode dei luoghi santi musulmani e cristiani a Gerusalemme.
Il Waqf e le autorità palestinesi accusano Israele di celare, dietro pretesti archeologici, attività di scavo aggressive e non autorizzate, finalizzate a minacciare lo status quo storico e religioso in vigore. Tali azioni non sono viste solo come un pericolo strutturale, ma come un deliberato tentativo di cancellare la storia culturale e l’identità religiosa del luogo sacro, minando il controllo musulmano sull’area.
L’appello del Governatorato si rivolge implicitamente alla comunità internazionale e all’UNESCO affinché intervengano per imporre un immediato stop a tutti i lavori di scavo nell’area, ritenuti una grave violazione delle norme internazionali sulla protezione del patrimonio culturale e religioso.


