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Migrazioni

Ghana, Accra chiede all’Unione Africana un dibattito urgente sulle violenze xenofobe in Sudafrica

In Ghana il presidente John Mahama rilancia l'appello all'Unione Africana affinché affronti al prossimo vertice le violenze xenofobe contro gli stranieri in Sudafrica, mentre cresce il numero delle persone costrette a lasciare il Paese.

Il Ghana torna a sollecitare una risposta politica continentale alla crescente ondata di violenze xenofobe che sta attraversando il Sudafrica. Il presidente John Mahama ha chiesto nuovamente all’Unione Africana di inserire il tema all’ordine del giorno del prossimo vertice dell’organizzazione, previsto per febbraio 2027, sostenendo che la crisi non riguarda soltanto Pretoria, ma rappresenta una sfida per l’intero progetto di integrazione africana.

Negli ultimi mesi il Sudafrica è stato teatro di proteste e aggressioni contro cittadini stranieri, accusati da alcuni gruppi di sottrarre lavoro e risorse alla popolazione locale. Secondo i dati raccolti da diversi governi africani, oltre 160.000 cittadini stranieri hanno lasciato il Paese negli ultimi due mesi, alimentando tensioni diplomatiche con numerosi Stati del continente.

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Mahama aveva già avanzato una richiesta analoga nel maggio scorso. Ora, dopo un incontro ad Accra con il presidente della Commissione dell’Unione Africana, Mahmoud Ali Youssouf, ha affermato di aver ricevuto rassicurazioni sull’urgenza di affrontare formalmente la questione durante il prossimo summit.

Secondo il presidente ghanese, inserire il dossier nell’agenda dell’Unione Africana consentirebbe anche al governo sudafricano di presentare la propria posizione in una sede istituzionale, favorendo una discussione condivisa e la ricerca di soluzioni durature. Mahama ha tuttavia espresso preoccupazione per quella che considera una risposta insufficiente delle autorità di Pretoria e ha denunciato il fatto che i promotori delle violenze sarebbero noti senza essere efficacemente fermati.

Pur mantenendo toni critici, il capo dello Stato ha precisato che il Ghana “non nutre alcuna animosità verso il Sudafrica”, sottolineando come l’obiettivo sia preservare la solidarietà e il processo di integrazione tra i Paesi africani.

Sul piano giudiziario, intanto, due cittadini ghanesi hanno presentato un ricorso alla Corte Penale Internazionale chiedendo l’apertura di un’indagine sulle ripetute aggressioni xenofobe. Il governo sudafricano ha definito l’iniziativa “opportunistica”, respingendo le accuse.

La vicenda si inserisce in un fenomeno ricorrente nella storia recente del Sudafrica, dove periodicamente riaffiorano tensioni sociali e violenze contro migranti provenienti da altri Paesi africani. In un contesto segnato da elevata disoccupazione, profonde disuguaglianze economiche e forte pressione sui servizi pubblici, gli stranieri diventano spesso il bersaglio del malcontento sociale.

La richiesta avanzata da Accra mira quindi a trasformare una crisi nazionale in una questione di interesse continentale, nella convinzione che episodi di questo tipo rischino di compromettere uno dei principi fondanti dell’Unione Africana: la libera cooperazione e la solidarietà tra i popoli del continente.

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