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Ghana, dalle accuse di stregoneria ai social: un’influencer condannata per aver diffuso false accuse contro il presidente

In Ghana una influencer di TikTok è stata condannata a un anno di carcere dopo aver diffuso false accuse di stregoneria contro il presidente John Dramani Mahama, riaprendo il dibattito sul contrasto alla disinformazione e sulla libertà di espressione.

Le accuse di stregoneria continuano a esercitare un’influenza sulla società ghanese, non solo nelle comunità rurali dove possono trasformarsi in persecuzioni contro donne anziane e vulnerabili, ma anche nel dibattito politico alimentato dai social network.

Ne è un esempio la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Camilla Alhassan, influencer ghanese di 43 anni, condannata a un anno di reclusione per aver diffuso informazioni false e ritenute offensive nei confronti del presidente John Dramani Mahama.

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Secondo quanto accertato dal tribunale, Alhassan aveva pubblicato su TikTok una serie di video nei quali sosteneva, senza fornire alcuna prova, che il presidente avesse sacrificato 32 bovini nell’ambito di un rituale occulto destinato a garantirgli la vittoria alle elezioni generali del 2024.

Dopo le devastanti alluvioni che il 29 giugno hanno colpito Accra causando numerose vittime, l’influencer aveva inoltre sostenuto che la distribuzione di assorbenti igienici da parte del governo servisse in realtà a coprire presunti sacrifici rituali.

Arrestata e processata, Alhassan si è dichiarata colpevole delle accuse formulate nei suoi confronti. Il giudice ha respinto la richiesta di una pena più lieve, ritenendo che una condanna detentiva potesse avere un effetto deterrente contro la diffusione di notizie false attraverso i social media.

La sentenza ha però aperto un dibattito. Esponenti dell’opposizione hanno espresso preoccupazione per le possibili ricadute sulla libertà di espressione, mentre il governo difende la necessità di contrastare una disinformazione capace di alimentare tensioni sociali e delegittimare le istituzioni.

Il caso mostra come le credenze legate alla stregoneria, che continuano a produrre conseguenze drammatiche per molte persone in Ghana, non appartengano soltanto al mondo delle tradizioni popolari. Nell’ecosistema digitale diventano strumenti di propaganda, disinformazione e conflitto politico, dimostrando quanto sia sottile il confine tra antiche superstizioni e nuove forme di manipolazione dell’opinione pubblica.

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