In Ghana, l’ex presidente John Mahama è tornato alla guida del paese dopo la vittoria nelle elezioni di sabato, secondo quanto dichiarato dal vicepresidente uscente Mahamudu Bawumia, che ha accettato la sconfitta e riconosciuto il successo del leader dell’opposizione. “Il popolo ha votato per il cambiamento“, ha affermato Bawumia, basandosi sui risultati interni del Nuovo Partito Patriottico (NPP).
I have, this morning, received a congratulatory call from my brother Dr @MBawumia, following my emphatic victory in Saturday’s election.
Thank you, Ghana.
— John Dramani Mahama (@JDMahama) December 8, 2024
Le elezioni si sono svolte in un clima teso, segnato dalla peggiore crisi economica del Ghana in decenni, culminata con il default sul debito nazionale. Tuttavia, il processo elettorale ha subito ritardi significativi: la Commissione Elettorale ha denunciato interferenze da parte dei sostenitori dei principali partiti e ha richiesto l’intervento delle forze di polizia nei centri di conteggio.
Ghana opposition candidate John Mahama wins presidential election
➡️ https://t.co/DAATOTU7YI pic.twitter.com/nddwfXA0RR— FRANCE 24 (@FRANCE24) December 8, 2024
Mentre i risultati ufficiali non sono ancora stati pubblicati, Bawumia ha dichiarato che Mahama avrebbe ottenuto una vittoria “decisiva” e che il Congresso Democratico Nazionale (NDC) avrebbe anche conquistato la maggioranza parlamentare.
Queste elezioni segnano la fine dell’era di Nana Akufo-Addo, che lascia la presidenza dopo due mandati, come previsto dalla Costituzione. Per Mahama, 65 anni, si tratta di un ritorno alla guida del paese dopo aver governato dal 2012 al 2017. Durante il suo precedente mandato, Mahama affrontò critiche per problemi economici, blackout frequenti e scandali di corruzione, ma oggi i cittadini sperano in un nuovo inizio per affrontare le sfide economiche e sociali che il Ghana deve superare.
La nuova leadership sarà osservata da vicino, sia dai cittadini che dalla comunità internazionale, nella speranza che Mahama possa guidare il paese verso la stabilità economica e una maggiore fiducia politica.


