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Diritti umani

Ghana, sei anni fa l’uccisione di una “strega” novantenne

Nonostante una legge contro le accuse di stregoneria sia stata approvata dal parlamento già nel 2023, il rischio resta alto.

Il 23 luglio 2020 Akua Denteh, 90 anni, fu linciata a morte di fronte alla sua abitazione a Kafaba, nel nord del Ghana. Due donne che avevano preso parte al linciaggio furono poi condannate a 12 anni di carcere. Secondo le dicerie, Akua Denteh era una strega. Nel 2025 un rapporto di Amnesty International rivelò cosa c’era dietro questa ridicola accusa: disabilità, mancata obbedienza ai capi delle comunità, comportamento non conforme ai ruoli di genere o ai dogmi culturali e religiosi, marginalità causata dalla povertà. Negli ultimi sei anni centinaia di donne sono state costrette a lasciare le loro comunità e sopravvivono in campi di accoglienza gestiti da leader religiosi: non esattamente luoghi sicuri.

Eppure, una legge contro le accuse di stregoneria era stata approvata dal parlamento già nel 2023. L’ex presidente Nana Akufo-Addo rifiutò di firmarla perché era stata una proposta parlamentare e non governativa. L’attuale presidente, John Dramani Mahama, ci sta riflettendo sopra da un anno e mezzo… Le organizzazioni non governative ghanesi stanno svolgendo importanti attività di sensibilizzazione e di contrasto alla disinformazione e agli stereotipi. Ma anche qui ci sarebbe bisogno delle autorità: di programmi governativi di protezione, riparazione e reintegrazione nelle comunità. Ma intanto, se entrasse in vigore la legge sarebbe già un primo passo.

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© Photo Amnesty International

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