A Gibuti, piccolo stato del Corno d’Africa, si sta conducendo un esperimento innovativo per contrastare l’impennata di casi di malaria attraverso il rilascio di zanzare geneticamente modificate (GM). La crisi è legata all’arrivo dell’Anopheles stephensi, una specie di zanzara originaria di Asia e Medio Oriente, resistente agli insetticidi e capace di proliferare in aree urbane. Questa specie è considerata dall’OMS un fattore chiave nell’aumento dei casi di malaria non solo a Gibuti, ma anche in Etiopia, ed è stata rilevata in altri sei paesi africani.
Djibouti experiments with GM mosquito against malaria https://t.co/i78qvrGHaK
— Inquirer (@inquirerdotnet) November 19, 2024
Per affrontare questa emergenza, Gibuti ha avviato una collaborazione con Oxitec, azienda britannica specializzata in biotecnologie. La soluzione consiste nel rilascio di zanzare maschio geneticamente modificate, denominate “Friendly”, progettate per trasmettere un gene che impedisce la sopravvivenza della prole. Poiché solo le zanzare femmina mordono, i maschi GM non rappresentano un pericolo per l’uomo, ma competono con i maschi selvatici riducendo gradualmente la popolazione totale.
Il progetto è iniziato a maggio 2024 con il rilascio di 40.000 zanzare GM e proseguirà per sei mesi con rilasci settimanali. I risultati sono attesi per metà 2025, con la prospettiva di costruire una fabbrica a Gibuti per la produzione di zanzare GM da distribuire in tutta l’Africa.
Oxitec ha già utilizzato con successo questa tecnologia in Brasile e negli Stati Uniti per combattere la zanzara Aedes aegypti, vettore della dengue, dimostrando la capacità di ridurre le popolazioni selvatiche di oltre il 90%. Tuttavia, il metodo ha suscitato critiche da parte di alcuni ambientalisti, come GeneWatch UK, che ha evidenziato rischi potenziali, tra cui l’evoluzione delle zanzare e la diffusione non intenzionale di individui femmina GM.
Tens of thousands of genetically modified mosquitos are being released every week in Djibouti as the tiny Horn of Africa state experiments with a new weapon against an unprecedented malaria surge ➡️ https://t.co/iULRGsKPCi pic.twitter.com/cNk5q0bZoP
— AFP News Agency (@AFP) November 19, 2024
Inoltre, vi sono preoccupazioni legate alla sostenibilità economica, dato che la necessità di rilasci continui potrebbe rendere il metodo troppo costoso per i paesi africani, dove si concentra il 95% delle 600.000 morti annuali per malaria. Oxitec non ha divulgato i costi, lasciando interrogativi sulla fattibilità a lungo termine.
L’OMS si mantiene cautamente ottimista: sostiene l’innovazione ma sottolinea l’importanza di soluzioni efficaci e sostenibili su larga scala. È in corso lo sviluppo di un quadro regolamentare per valutare l’impatto delle tecnologie GM.
L’esperimento di Gibuti rappresenta un tentativo audace di applicare biotecnologie avanzate per affrontare una crisi sanitaria globale. Se avrà successo, potrebbe aprire la strada a nuove strategie per il controllo delle malattie trasmesse da vettori in Africa e oltre.


