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Fenomeni sociali e giustizia

Giustizia internazionale, nasce il Gruppo dell’Aia

L'iniziativa intende garantire che nessuno Stato possa considerarsi al di sopra della legge e proteggere i più vulnerabili

Il 31 gennaio 2025, nei Paesi Bassi, è stato istituito il Gruppo dell’Aia, un’alleanza di nove paesi, Sudafrica, Malesia, Namibia, Colombia, Bolivia, Cile, Senegal, Honduras e Belize, per difendere il diritto internazionale e per sostenere il diritto dei palestinesi all’autodeterminazione.

Secondo il ministro sudafricano Ronald Lamola, il messaggio del Gruppo dell’Aia è che nessuno Stato, per quanto potente, è al di sopra della legge e nessun crimine deve rimanere impunito.
“Le autorità israeliane non stanno dando seguito alle misure cautelari ordinate dalla Corte internazionale di giustizia per evitare il genocidio nella Striscia di Gaza. A Israele non dev’essere consentito ulteriormente di aggirare il diritto internazionale” aveva già tuonato Amnesty International mesi fa.

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Ora il Gruppo dell’Aia dichiara e sottoscrive che Israele sta violando il diritto internazionale, citando le sentenze della Corte Internazionale di giustizia, le risoluzioni dell’ONU e i mandati di arresto emessi contro i leader israeliani; la coalizione dei nove paesi sottolinea al contempo la responsabilità e il dovere di tutti gli Stati di agire per prevenire questi crimini.

A gennaio 2024, la Corte di Giustizia aveva emesso una sentenza provvisoria che chiedeva a Israele di consentire
la consegna di aiuti a Gaza per migliorare la situazione umanitaria. Il 24 giugno scorso i giudici avevano anche chiesto a Israele di tenere aperto il valico di Rafah, al confine con l’Egitto, per consentire il passaggio “senza restrizioni” degli aiuti umanitari e avevano ordinato di prevenire atti di genocidio nella Striscia di Gaza. La Corte aveva affermato che “l’occupazione e l’annessione da parte di Israele dei territori palestinesi sono illegali e le leggi e prassi discriminatorie israeliane contro i palestinesi violano il divieto di segregazione razziale e di apartheid”, ma il governo Israeliano ha continuato a opporre dinieghi, respingendo qualsiasi richiesta.

Per questo il primo ministro malese, Anwar Ibrahim, ha sottolineato come l’atteggiamento israeliano minacci i fondamenti del diritto internazionale, e pertanto richiede una reazione coordinata da parte della comunità internazionale.
In un momento di crescenti critiche e tensioni verso il sistema giudiziario a salvaguardia del diritto internazionale umanitario, i nove paesi del Gruppo dell’Aia si propongono di tutelare le decisioni della Corte internazionale di giustizia (CIG) e della Corte penale internazionale (CPI) contro i tentativi di screditarne ruolo e sentenze, criticando e mettendo in evidenza i doppi standard applicati dalle potenze occidentali, soprattutto nella gestione dei conflitti a Gaza e in Ucraina, fino alla tragica questione della tratta di esseri umani nel Mediterraneo.
La nascita del Gruppo è l’ennesima richiesta di tutela e garanzia del rispetto delle regole internazionali da parte di tutti gli Stati, che troppo spesso vengono violate proprio da quei paesi che si ergono a paladini di una cultura più garantista.

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