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Migrazioni

Guinea Conakry, nuova ondata di rimpatri volontari di migranti bloccati nel deserto del Niger

148 migranti guineani sono stati rimpatriati dal Niger dopo aver affrontato condizioni estreme nel deserto, grazie a un ponte aereo organizzato dalle autorità di Conakry.

Centoquarantotto (148) cittadini guineani sono rientrati a Conakry dopo essere rimasti bloccati nel deserto del Niger, una delle rotte migratorie più pericolose verso l’Africa settentrionale e l’Europa. Il loro rimpatrio è stato reso possibile grazie a un ponte aereo organizzato dalle autorità guineane, in collaborazione con organismi internazionali.

I migranti, in gran parte giovani uomini partiti alla ricerca di migliori opportunità, avevano lanciato nei giorni scorsi diversi appelli di soccorso, denunciando le condizioni estreme affrontate nel deserto e nei centri di transito nigerini. Molti di loro hanno raccontato di aver subito violenze, fame e sete, prima di essere presi in carico dalle autorità per il rimpatrio.

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“È ora che mi rendo conto di quanto il nostro Paese sia dolce”, ha dichiarato Aly Traoré, uno dei giovani rimpatriati. “Ringraziamo il presidente Mamadi Doumbouya e il ministro degli Affari esteri per questo gesto. Ora vogliamo metterci al servizio della Guinea”.

Per molti di loro, il ritorno rappresenta una seconda possibilità. Dopo mesi o anni di precarietà, l’obiettivo è reintegrarsi nel tessuto economico e sociale del Paese, anche se le difficoltà restano numerose: disoccupazione, mancanza di prospettive e il rischio di nuove partenze verso il Nord.

Le autorità guineane hanno ribadito l’impegno a sostenere i rimpatriati con programmi di reinserimento e formazione. Ma dietro il ritorno di questi 148 giovani, si intravede una realtà più ampia: quella di migliaia di migranti africani bloccati nei Paesi di transito, vittime di traffici, abusi e illusioni. Un dramma umano che continua a ripetersi, nel silenzio dei confini e delle sabbie del Sahel.

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