Fulgencio Obiang Esono, un ingegnere italiano imprigionato ingiustamente in Guinea Equatoriale, sarà presto libero.
A darne notizia una nota stampa ufficiale del ministero degli Esteri equatoguineano, con la quale vengono comunicati alcuni dettagli del decreto presidenziale che gli concede la grazia.
Una notizia che riempie di speranza e di sollievo il mondo dei diritti umani e la famiglia di Fulgencio Obiang Esono.
Condannato nel 2019 a 58 anni di reclusione per presunti atti di tradimento, il suo è stato un lungo calvario.
La decisione odierna arriva dopo un processo giudicato da molti osservatori e organizzazioni internazionali “irregolare e costruito su accuse infondate”.
Esono era partito da Roma per motivi di lavoro in Togo, ma il 18 settembre 2018, appena arrivato in Guinea Equatoriale, è improvvisamente scomparso nel nulla. Fin dall’inizio si sono susseguite voci di un possibile rapimento da parte delle forze di sicurezza governative e di una detenzione clandestina sulla “Spiaggia nera”, un’area nota per le operazioni di sicurezza di alto livello nel paese. Queste voci sono state successivamente confermate anche da fonti ufficiali, gettando luce su un grave caso di sparizione forzata.
Nel 2019, Fulgencio è stato processato insieme ad altri 111 imputati, tutti accusati di aver partecipato, nel 2017, a un tentato colpo di Stato contro il presidente Teodoro Obiang, una delle figure più longeve e controversi del continente africano. All’esito di un processo che molte organizzazioni internazionali hanno giudicato carente di garanzie e trasparenza, tutti gli imputati sono stati condannati a pene che vanno da tre a 90 anni di carcere; Fulgencio, in particolare, ha ricevuto una condanna a 58 anni.
Fin dal primo momento, Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani hanno monitorato con attenzione il caso, denunciando le irregolarità del processo e chiedendo il rilascio immediato di Fulgencio. La loro mobilitazione ha contribuito a mantenere alta l’attenzione internazionale sulla vicenda, affinché si facessero luce sulla situazione e si garantisse un processo equo.
La decisione di concedere la grazia rappresenta un importante vittoria per gli attivisti e un passo avanti verso la giustizia e la tutela dei diritti umani in Guinea Equatoriale.
La notizia della prossima liberazione di Fulgencio Obiang Esono apre una nuova speranza, non solo per lui ma anche per tutti coloro che lottano contro le ingiustizie e le detenzioni arbitrarie in paesi dove la libertà di opinione e di movimento sono spesso minacciate.
La vicenda dell’ingegnere italiano conferma ancora una volta l’importanza del lavoro delle organizzazioni internazionali e delle diplomazie per difendere le persone più vulnerabili e portare luce su casi di ingiustizia.
La storia di Fulgencio Obiang Esono ci ricorda quanto sia fragile la libertà e quanto sia importante lavorare incessantemente per proteggerla.
NEWS e ANAlisi dalle Afriche giovedì 10 Settembre 2026


