Baltasar Engonga, direttore generale dell’Agenzia Nazionale di Investigazione Finanziaria (ANIF) in Guinea Equatoriale, si trova coinvolto in uno scandalo di vasta portata che sta scuotendo l’opinione pubblica e le alte sfere del governo. Già sotto indagine per presunta truffa, Engonga è stato recentemente al centro di una nuova controversia, a seguito del sequestro di video compromettenti scoperti durante una perquisizione nel suo ufficio e nella sua abitazione. Questi video, registrati su CD e diffusi online, mostrano Engonga in situazioni intime con le mogli di diversi esponenti di spicco del Paese, inclusi parenti stretti di membri del governo e della famiglia del presidente, come la sorella di Teodoro Obiang Nguema Mbasogo e la moglie del direttore generale della polizia.
Le scandale Baltasar secoue la Guinée-Equatoriale https://t.co/umCCMGteua
— Africanews Français (@africanewsfr) November 5, 2024
Le registrazioni, seppur consensuali, mostrano incontri in ambienti ufficiali, tra cui l’ufficio di Engonga, spesso con la bandiera nazionale sullo sfondo, un dettaglio che ha amplificato l’indignazione pubblica e la copertura mediatica. L’opinione pubblica e alcuni esponenti politici hanno reagito con forti condanne, alimentando sospetti sull’integrità e l’etica degli alti funzionari coinvolti. Alcune voci hanno invocato indagini più approfondite e trasparenti per chiarire la situazione e per ristabilire la fiducia nell’amministrazione.
Nzang Nguema, procuratore generale della Guinea Equatoriale, ha affermato che i rapporti consensuali non sono reato secondo le leggi del Paese, ma ha espresso preoccupazione per il rischio di trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili nel contesto di questa vicenda. Ha inoltre sottolineato l’importanza di garantire un ambiente sicuro per le vittime che desiderano denunciare eventuali episodi di abuso non consensuale.
Affaire Baltasar Engonga en Guinée équatoriale : les autorités annoncent des mesures forteshttps://t.co/YwDhEZZ8yK pic.twitter.com/p0ScSz4WbM
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In risposta allo scandalo, il governo ha sospeso i funzionari pubblici coinvolti, introducendo una politica di “tolleranza zero” verso comportamenti ritenuti incompatibili con la serietà dell’amministrazione. Il vicepresidente Teodoro Nguema Obiang Mangue, tramite un comunicato diffuso su X, ha condannato apertamente i fatti, ribadendo che etica e rispetto sono valori fondamentali nel servizio pubblico e rinnovando l’impegno per sostenere l’integrità amministrativa del Paese.
Questo scandalo ha portato alla luce tensioni latenti all’interno del governo e del sistema giudiziario equatoguineano, accendendo il dibattito sulla trasparenza, la moralità dei funzionari e il rischio di influenza politica su questioni giudiziarie di rilievo nazionale.


