A tre anni dall’entrata in vigore del “Piano Mattei” e dalla prima riunione della cabina di regia sulla governance inclusiva, l’approccio partecipativo e il partenariato con in paesi africani, il governo Meloni relaziona su quanto fatto ad oggi.
Al fine del raggiungimento dei molteplici obiettivi che si era preposto, il piano si è avvalso di figure non solo delle istituzioni ma anche “società civile.
Dai nove paesi iniziali e i progetti pilota avviati nella prima fase di attuazione del Piano, si è arrivati a 18 stati africani coinvolti.
È stata una scelta politica decisa, quella di coinvolgere tutto il sistema Italia e mettere in rete tutte le esperienze, i progetti che già erano stati messi in campo dalla nostra cooperazione..
“Erano nove le nazioni che abbiamo individuato: Algeria, Congo, Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Kenya, Marocco, Mozambico e Tunisia – spiega la premier Giorgia Meloni annunciando che è stata trasmessa al Parlamento la Terza Relazione annuale sullo stato di attuazione del Piano Mattei per l’Africa, aggiornata al 30 giugno 2026 e adottata dalla Cabina di regia nella sua sesta riunione, tenutasi il 26 giugno scorso a Palazzo Chigi. Il documento è stato trasmesso alle Camere ai sensi dell’articolo 5, comma 3, della legge 24 gennaio 2024, n. 2.
“Oggi il Piano Mattei – riconosciuto come iniziativa di respiro europeo e internazionale – è una strategia pienamente operativa che sta producendo risultati tangibili – sottolinea Meloni – Insieme ai nostri partner africani abbiamo avviato in questi anni più di 70 progetti, grazie ad una solida architettura finanziaria che sta mobilitando risorse pubbliche e private. L’Italia continuerà a lavorare in questa direzione, per consolidare questa prospettiva e dare sempre più forza al modello di cooperazione che abbiamo in mente: una cooperazione da pari a pari, fondata sul rispetto, sulla fiducia reciproca, sullo sviluppo condiviso”.
Questi i numeri del Piano Mattei:
- 18 Nazioni partner, dalle 9 pilota di gennaio 2024 alle 14 di gennaio 2025, fino alle 18 dell’attuale perimetro, ampliato a marzo 2026 con l’ingresso di Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia;
- 5,5 miliardi di euro la dotazione iniziale del Piano Mattei;
- 2 Vertici Italia-Africa: Roma (gennaio 2024) e, per la prima volta nella storia della conferenza, in territorio africano ad Addis Abeba (13 febbraio 2026), con 35 delegazioni a livello di Capi di Stato e di Governo;
- 76 progetti in corso;
- circa 1,2 miliardi di eurodeliberati dal Comitato Tecnico del Fondo Italiano per il Clima per 15 interventi in Africa, di cui 936,7 milioni nel solo anno preso in esame dalla Relazione (1° luglio 2025 – 30 giugno 2026);
- 4 miliardi di euro di garanzie concesse da SACE a sostegno di investimenti nelle Nazioni del Piano.
- 269 milioni di euro di crediti bilaterali italiani in corso di conversione in progetti di sviluppo, in un orizzonte decennale.
L’espressione “Piano Mattei” è stata scelta dal governo Meloni per sintetizzare un piano strategico per la costruzione di un nuovo partenariato tra Italia e Stati Africani, richiamando il nome dell’ex presidente Eni scomparso nel 1962.
Un “modello di cooperazione non predatorio, in cui entrambi i partner devono poter crescere e migliorare”. Il progetto punta ad arrivare entro due anni al totale sganciamento dal gas russo e a trasformare l’Italia in un hub energetico tra il Nord Africa e l’Europa.
Rilanciare quindi il protagonismo dell’Italia nel bacino del mediterraneo allargato, in un momento nel quale altri paesi europei quali Francia e spagna, segnano il passo, e quindi proporre la nazione , in un’area strategica , un vero e proprio ponte tra l’Europa e l’Africa.


