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INTERPOL colpisce le reti criminali dell’Africa occidentale, Black Axe nel mirino

Operazione Jackal IV: 58 arresti, 2,67 milioni di dollari sequestrati e 22 paesi coinvolti in un'offensiva globale contro frodi digitali, truffe romantiche e riciclaggio.

La rete criminale internazionale della Black Axe e le principali organizzazioni criminali dell’Africa occidentale hanno subito un duro colpo. A infliggerlo è stata l’Operazione Jackal IV, un’offensiva globale coordinata da INTERPOL che si è conclusa con 58 arresti e il sequestro di 2,67 milioni di dollari in beni illeciti — l’ultimo, e finora più esteso, capitolo di una serie di operazioni internazionali che dal 2022 tengono sotto pressione le reti criminali nigeriane e dell’Africa occidentale. Solo in Sudafrica sono stati sequestrati 2,67 milioni di dollari e bloccati 257 conti bancari, nell’ambito di un’operazione che ha portato all’arresto di 39 persone legate al gruppo. L’operazione è stata condotta tra novembre 2025 e giugno 2026, otto mesi di indagini su sei continenti, e ha visto la partecipazione attiva di 22 paesi, in uno sforzo di cooperazione internazionale molto complesso. Al centro dell’indagine figurano le attività illecite legate alla frode finanziaria digitale: dalle truffe sentimentali online (i cosiddetti romance scams, in cui le vittime vengono manipolate emotivamente per essere private dei propri risparmi) agli investimenti in criptovalute fraudolenti, fino agli attacchi di tipo Business Email Compromise (BEC), la tecnica con cui i criminali si spacciano per fornitori o dirigenti aziendali per dirottare pagamenti legittimi verso i propri conti. La pericolosità globale di queste reti e la strategia adottata per contrastarle sono state ribadite dai vertici di INTERPOL. Tomonobu Kaya, Direttore del Centro INTERPOL per la Criminalità Finanziaria e l’Anticorruzione, ha spiegato che l’operazione ha preso di mira il cuore economico delle organizzazioni criminali, più che i singoli affiliati. “Seguendo i flussi finanziari illeciti attraverso i confini, stiamo attaccando la linfa vitale della criminalità organizzata, rendendo sempre più difficile per queste reti trarre profitto dalle loro attività”, ha dichiarato Kaya. Nei comunicati ufficiali, l’agenzia internazionale ha inoltre evidenziato che la maxi-operazione risponde a un’escalation della minaccia criminale legata a gruppi come la Black Axe, responsabili — secondo INTERPOL — di “una quota significativa delle frodi finanziarie globali abilitate dal digitale… oltre ad altri reati gravi e violenti”. Il Black Axe è una delle organizzazioni criminali transnazionali più pericolose e strutturate dell’Africa occidentale, che opera su scala globale con una forte suddivisione gerarchica e rituali di affiliazione basati su rigidi giuramenti di sangue. I suoi settori criminali principali includono, oltre a cybercriminalità e frodi finanziarie, tratta di esseri umani, sfruttamento e narcotraffico. L’operazione ha portato all’arresto di 58 sospettati e all’identificazione di altri 263 soggetti in 22 nazioni diverse, tra cui Argentina, Australia, Canada, Italia, Nigeria, Sudafrica, Regno Unito e Stati Uniti. Particolarmente esposto l’asse argentino: sono stati identificati 196 individui collegati a una vasta rete di Crime-as-a-Service (CaaS), un modello di criminalità “in abbonamento” che forniva alle organizzazioni criminali dell’Africa occidentale supporto logistico, domini web e servizi di riciclaggio di denaro. In questo ecosistema, i gruppi informali o organizzati vendono, affittano o offrono servizi illegali ad altri criminali, esattamente come le aziende legittime offrono il Software-as-a-Service (SaaS). Invece di dover sviluppare competenze tecniche avanzate da zero, chiunque abbia fondi sufficienti può acquistare pacchetti pronti all’uso per compiere reati informatici su larga scala. L’area ha visto il dispiegamento sul campo di una squadra di supporto operativo INTERPOL (Operational Support Team), inviata per assistere le autorità locali nelle fasi più delicate delle indagini e culminata in 17 arresti specifici. Nonostante i significativi sequestri di beni e l’interruzione di diverse cellule di riciclaggio, INTERPOL ha precisato che numerose indagini collegate all’Operazione Jackal IV rimangono aperte, a causa della complessità e della natura transnazionale dei reati finanziari informatici: denaro, server, identità digitali e complici possono trovarsi in continenti diversi, rendendo ogni indagine un puzzle che richiede il coordinamento simultaneo di più giurisdizioni. L’Operazione Jackal IV si inserisce così in una strategia di lungo periodo con cui INTERPOL, dal 2022, prova progressivamente a erodere l’infrastruttura finanziaria delle reti criminali dell’Africa occidentale, colpendole non solo attraverso gli arresti, ma soprattutto tagliando l’accesso ai flussi di denaro che ne garantiscono la sopravvivenza.

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