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Focus internazionale

Iran, Ahou Daryaei è finalmente libera!

Trasferita in ospedale dopo l’arresto è stata dichiarata
“malata”, è riconsegnata alla sua famiglia.

Fonti ufficiali della Repubblica islamica, con uno scarno comunicato, hanno annunciato che Ahou Daryaei è stata rimessa in libertà.

Il portavoce della magistratura Asghar Jahangir ha dichiarato che nessuna azione legale è stata presentata contro di lei, non ci sarà alcuna incriminazione, come a sottolineare la magnanimità del governo.
Con la sua eclatante azione di protesta, la studentessa dell’Università di Teheran è diventata subito un simbolo delle proteste delle donne iraniane. Il suo gesto eclatante di spogliarsi in pubblico aveva fatto il giro del web e subito si era alzato un movimento di solidarietà che aveva messo il regime sotto l’occhio della comunità internazionale per i diritti umani.

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Ahou Daryaei una studentessa della facoltà di Scienze e Ricerca
dell’Universita di Teheran Azad, alcune settimane fa, si era tolta i vestiti nel campus universitario in segno di protesta per le condizioni di subordinazione a cui sono costrette le donne iraniane. La sua eclatante azione di protesta aveva avuto come conseguenza l’arresto immediato da parte della Polizia di sicurezza che presidiava l’ateneo.
Nonostante le testimonianze sul suo arresto abbiano raccontato di un fermo piuttosto violento, il ministro iraniano della Scienza, della Ricerca e della Tecnologia, Hossein Simaei, ha continuato a sostenere che Ahou Daryaei aveva un “disturbo mentale” e che era stata ricoverata in ospedale per le cure necessarie, dato il suo comportamento “immorale”, affermando che non c’era nessun motivo di protesta e non era stata esclusa dalla sua università, ma che la studentessa stava soffrendo a causa di alcuni problemi familiari e di fragili condizioni psicologiche “Non appena è stata trasferita in ospedale e
trovata malata, è stata riconsegnata alla sua famiglia, che attualmente si prende cura di lei e contro di lei non è stato avviato alcun procedimento legale “.

“Riconsegnata”, come un pacco, come se fosse un oggetto riportato indietro. Ridata alla famiglia, che ora deve provvedere a tenerla buona. Cosa possa aver passato nei giorni di detenzione nell’ospedale psichiatrico non è dato sapere, ma saperla viva ci rassicura.
Purtroppo sappiamo che il regime iraniano ha già utilizzato
l’internamento psichiatrico forzato come mezzo di repressione contro i suoi oppositori, in particolare modo nei confronti delle donne.
Roya Zakeri, arrestata nell’ottobre 2023 a
Tabriz per non aver indossato il velo, è stata internata tre volte in un ospedale psichiatrico della sua città, come ha denunciato in un video un mese dopo: “La Repubblica Islamica sta cercando di farmi sembrare malata di mente, ma sono in buona salute fisica e mentale”.
Il regime ha imposto alle donne rigide regole di abbigliamento, con abiti che  coprono le loro forme e chador che nascondono i capelli, e nessuna deroga è tollerata, come ci ha tristemente mostrato la vicenda di Mahsa Amini e di tutte le altre donne che hanno osato alzare la voce per reclamare il loro diritto alla libertà di autodeterminarsi.

Intanto un’altra protesta clamorosa ci richiama l’attenzione sulla continua violazione della libertà e dei diritti nella Repubblica Islamica iraniana.

Hossein Ronaghi, (nella foto in alto) blogger e attivista più volte arrestato con l’accusa di “propaganda contro il regime e collusione contro la sicurezza nazionale”, in un articolo su X, si mostra con le labbra cucite ma allo stesso tempo grida il suo rifiuto di stare in un silenzio forzato: “Il problema non sono io! lI problema è la repressione, sono le esecuzioni, gli arresti e la povertà”, aggiungendo che gli agenti dell’unità speciale delle forze di polizia lo hanno molestato e abusato sessualmente durante la sua detenzione nel carcere di Evin. Ronaghi ha attuato una protesta estrema contro il regime, perché in Iran è proibito parlare, è vietato dissentire. E come non ricordare, poi,
Kianoosh Sanjari che ha spinto la sua protesta all’estremo, togliendosi la vita dopo averla annunciata con un tweet, sempre su X: “Spero che un giorno gli iraniani si sveglino e sconfiggano la schiavitù. Nessuno dovrebbe essere imprigionato per aver espresso le proprie opinioni. La protesta è un diritto di ogni cittadino iraniano”.

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