Skip to content
Focus internazionale

Iran, diritti umani ancora calpestati: 27 esecuzioni in un giorno

Finora, sono state segnalate e registrate 100 condanne alla pena capitale tra febbraio e questi primi giorni di marzo, un numero anche superiore a quello dello stesso periodo dell'anno precedente.

La Repubblica islamica non accenna a fermare le esecuzioni  Tra il 26 febbraio e il 1 marzo, sono stati giustiziati 54 prigionieri. Soltanto nella giornata di sabato 1 marzo, alla vigilia del Ramadan, i carnefici di Khamenei hanno mandato al patibolo 14 persone, tra cui una donna e sette prigionieri della minoranza baluchi. Domenica 2 marzo, primo giorno del Ramadan in Iran, Iraj Memari è stato giustiziato a Khorramabad, nel Lorestan.

Nel solo mese di febbraio, ci sono state più di 92 esecuzioni nelle carceri del regime, più di 3 persone al giorno, un massacro continuo e impressionante. Tra queste, solo due esecuzioni sono state annunciate pubblicamente dai media di stato, mentre le altre sono state effettuate in segreto. Non è mancata neanche la pubblica esecuzione, una raccapricciante esibizione di violenza nella città di Esfarayen, nella provincia del Khorasan, dove uno dei condannati è stato impiccato di fronte alla popolazione. Negli ultimi giorni, il regime di Khamenei ha esasperato la sua repressione con un’ondata di esecuzioni su un numero impressionante di prigionieri, molti dei quali appartenenti alle comunità kurda e baluchi. Tra i giustiziati di questi giorni si contano anche quattro donne.

Annunci

Molte delle donne condannate al braccio della morte per omicidio sono state vittime di violenza domestica o di abusi sessuali, spesso hanno ucciso i mariti violenti per disperazione. Per loro nessuna attenuante, nessuna pietà, anzi. Dice Shaharzad Sholeh, Presidente dell’ADDI- Associazione delle donne democratiche in Italia: “Le donne iraniane affrontano una persecuzione implacabile. Urge l’attenzione della comunità internazionale “. Dal 2021 il numero delle esecuzioni nei confronti delle donne è cresciuto del 113%, come riporta IRAN HMR- Human Rights Monitor. Di molte di loro non si è saputo nemmeno il nome, cancellate dal mondo.

Il regime, assediato da una grave crisi economica e politica, sia di consenso interno che internazionale, ha intensificato la macchina del terrore e della disumanità per dominare il popolo iraniano, che mostra di non tollerare più le continue vessazioni a cui è sottoposto. Proteste e scioperi esplodono quotidianamente in tutto il paese e il regime mostra sempre più di non saper gestire la situazione. Anche gli studenti universitari hanno manifestato nelle ultime settimane, a seguito della morte di Amir Mohammad Khaleghi, pugnalato nei pressi del campus universitario di Teheran, ufficialmente per una rapina, ma le circostanze non sono chiare.

Le sanzioni economiche imposte si fanno sentire sempre di più, e mentre il regime insiste nel proseguire il programma nucleare, gli iraniani fanno i conti con la svalutazione del potere d’acquisto, un’inflazione a livelli record, la crisi energetica e la mancanza di sicurezza interna. Proprio ieri il governo di Pezeshkian ha perso un altro pezzo, con le dimissioni del vicepresidente con delega agli affari strategici Mohammad Javad Zarif, uno dei fautori del dialogo con l’Occidente. La repubblica islamica, barricata sempre di più nell’ala oltranzista, mostra il suo lato più violento e mette a tacere le proteste dell’opposizione con una serie di esecuzioni capitali senza precedenti.

Domenica 23 febbraio 2025, la Corte Suprema del regime iraniano ha respinto la richiesta di nuovo processo per le condanne a morte emesse contro Behrouz Ehsani e Mehdi Hassani, esponendoli a un rischio imminente di esecuzione. I due prigionieri, sottoposti a torture in carcere, sono stati condannati a morte dalla Corte Rivoluzionaria di Teheran, condannati con l’accusa di “ribellione (baghi), guerra contro Dio (moharebeh), corruzione sulla terra (efsad-e fel arz), appartenenza all’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (PMOI/MEK), raccolta di informazioni riservate, cospirazione contro la sicurezza nazionale e possesso illegale di armi da fuoco e munizioni”. La Corte Suprema del regime ha confermato queste condanne il 7 gennaio 2025. Due prigionieri condannati a morte, Esmail Fekri e Mohsen Langarneshin, accusati di “assemblea e collusione ” e “propaganda contro il regime” e i prigionieri politici Ali Moezi e Akbar Bagheri dalla prigione di Evin a quella di Gezel Hesar, tristemente nota per le esecuzioni di massa.

Rimangono ancora nel braccio carcerario le kurde Pakhshan Azizi e Warisha Moradi e l’iraniana Sharifa Mohamadi, condannate a morte dal regime, e centinaia di persone che non hanno accesso ad un giusto processo e subiscono vessazioni e violenze di ogni genere. Questa allarmante ondata di esecuzioni richiede la partecipazione e la solidarietà globale per amplificare la richiesta di porre fine alle condanne a morte in Iran.

Annunci
Iran
Focus international

Iran, human rights still trampled: 27 executions in one day

The Islamic Republic shows no signs of stopping the executions. Between February 26 and March 1, 54 prisoners were executed.

On Saturday, March 1, the eve of Ramadan, Khamenei’s executioners sent 14 people to the gallows, including a woman and seven prisoners from the Baluchi minority. On Sunday, March 2, the first day of Ramadan in Iran, Iraj Memari was executed in Khorramabad, Lorestan.
In the month of February there were more than 92 executions in the regime’s prisons, more than 3 people a day, a continuous and impressive massacre. Only two executions were publicly announced by state media, while the others were carried out in secret. There was also a public execution, a gruesome display of violence in the city of Esfarayen, in the province of Khorasan, where a condemned was hanged in front of the population. In recent days, the Khamenei’s regime has exacerbated its repression with a wave of executions on a shocking number of prisoners, many of them belonging to the Kurdish and Baluchi communities.

Among those executed in recent days, there were also four women. Many of the women sentenced to death row for murder were victims of domestic violence or sexual abuse, often killing their violent husbands out of desperation. For them, there is no mitigating circumstances, no mercy.
Shaharzad Sholeh, President of ADDI- Association of Democratic Women in Italy said: “Iranian women face relentless persecution. The attention of the international community is urgently needed”. Since 2021, the number of executions against women has increased by 113%, as reported by IRAN HMR- Human Rights Monitor. Many of them have not even been named, erased from the world.

Annunci

The regime, besieged by a serious economic and political crisis, both internally and internationally, has intensified the machine of terror and inhumanity to dominate the Iranian people, who show that they can no longer tolerate the constant harassment to which they are subjected. Protests and strikes explode daily throughout the country and the regime does not know how to manage the situation. Even university students have demonstrated in recent weeks, following the death of Amir Mohammad Khaleghi, stabbed near the university campus in Tehran, officially for a robbery, but the circumstances are unclear.
The economic sanctions imposed are increasingly felt, and while the regime insists on continuing its nuclear program, Iranians are dealing with the devaluation of purchasing power, record-high inflation, the energy crisis and the lack of internal security. Just yesterday, Pezeshkian’s government lost another piece, with the resignation of the vice president with responsibility for strategic affairs Mohammad Javad Zarif, one of the advocates of dialogue with the West. The Islamic Republic, increasingly barricaded in its extremist wing, shows its most violent side and silences the opposition protests with a series of unprecedented capital executions.
On Sunday, February 23, 2025, the Iranian regime’s Supreme Court rejected a request for a retrial of the death sentences handed down to Behrouz Ehsani and Mehdi Hassani, exposing them to imminent risk of execution. The two prisoners, who were subjected to torture in prison, were sentenced to death by the Revolutionary Court in Tehran, convicted on charges of “rebellion (baghi), waging war against God (moharebeh), corruption on earth (efsad-e fel arz), membership in the People’s Mojahedin Organization of Iran (PMOI/MEK), gathering classified information, conspiring against national security, and illegal possession of firearms and ammunition.” The regime’s Supreme Court confirmed these sentences on January 7, 2025. Two prisoners sentenced to death, Esmail Fekri and Mohsen Langarneshin, accused of “assembly and collusion” and “propaganda against the regime” and political prisoners Ali Moezi and Akbar Bagheri from Evin prison to Gezel Hesar prison, infamous for mass executions. The Kurds Pakhshan Azizi and Warisha Moradi and the Iranian Sharifa Mohamadi, sentenced to death by the regime, and hundreds of people who do not have access to a fair trial and suffer harassment and violence of all kinds, still remain in the prison wing.
This alarming wave of executions calls for global participation and solidarity to amplify the call to end death sentences in Iran.

Annunci
Iran
Torna su
No results found...