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Focus internazionale

Iran, il gigante in crisi energetica: una settimana di chiusure in tutto Il paese

I blackout e il forte inquinamento provocano pesanti danni economici

Con le temperature gelide che attanagliano l’Iran in questi giorni, la chiusura diffusa di un gran numero di scuole, università e uffici governativi ha messo in luce la crescente crisi del settore energetico del Paese. Le chiusure fanno parte di una serie di misure adottate in tutto il Paese per combattere sia la grave crisi energetica che coinvolge I’intero Iran sia I’inquinamento atmosferico .
Lunedì scorso 18 province, tra cui Teheran e Isfahan, sono state di fatto chiuse. Le autorità hanno attribuito le interruzioni al freddo e alla gestione del consumo energetico, ma le attuali carenze di gas ed elettricità sono indice del fallimento del sistema piuttosto che una semplice sfida stagionali.
Nonostante l’Iran sia un gigante dell’energia, la rete elettrica del paese soffre per la mancanza di investimenti nelle infrastrutture, tanto che nelle ultime settimane il Paese è stato costretto a razionare l’elettricità a causa della carenza di gas e carburante per alimentare le centrali elettriche. La crisi ha costretto alla chiusura delle centrali elettriche a gas in province tra cui Golestan e Lorestan.
I problemi energetici dell’Iran non sono una novità. Decenni di sottoinvestimenti nei settori dell’energia e del gas hanno lasciato il paese impreparato a gestire i fabbisogni energetici stagionali. Le chiusure, l’inquinamento e i ripetuti blackout di questo inverno evidenziano l’incapacità del governo di affrontare le debolezze di lunga data della rete energetica.
Nel tentativo di gestire la situazione, il governo ha invitato i cittadini a risparmiare energia attraverso campagne come ‘Due gradi in meno’, esortando le famiglie a ridurre il riscaldamento. I commenti sui social media su quella che viene definita ‘una risposta inadeguata ai fallimenti infrastrutturali sistemici’ sono pesantemente critici.
I cittadini iraniani, già gravati dai crescenti costi energetici, hanno espresso una crescente frustrazione per la mancanza di trasparenza del governo, che continua ad attribuire le interruzioni al freddo, evitando di riconoscere i problemi di fondo nell’infrastruttura energetica della nazione. Persino il costo della benzina ai distributori è diventato eccessivo, in un paese produttore che non riesce, però, a gestire i costi.
Anche il governatore di Teheran, Mohammad Sadegh Motamedian, ha affermato che le chiusure di questa settimana hanno avuto scarsa efficacia sia sulla riduzione del consumo energetico che sulla diminuzione dell’inquinamento.
‘Le chiusure hanno semplicemente spostato la crisi da un punto all’altro”, ha affermato, aggiungendo che si è registrato un aumento del traffico, un maggiore consumo di benzina e, di conseguenza, un aumento dell’inquinamento soprattutto nelle grandi città. Ahmad Mousavi, CEO della società di distribuzione elettrica nella provincia del Golestan, ha affermato che, dopo quattro giorni di chiusura, si è registrato solo un calo del 10% nei consumi .
A causa delle continue carenze energetiche le industrie sono state costrette a operare a capacità ridotta, riducendo il lavoro a due o tre giorni alla settimana per piccole unità industriali.
Il costo economico delle chiusure è notevole; nonostante la significativa riduzione dell’orario di lavoro, le industrie devono far fronte al pagamento integrale degli stipendi e l’onere finanziario le sta portando ad una crisi enorme.
Si prevede, inoltre, che le attuali interruzioni
aggraveranno la situazione di bilancio del governo, che ha previsto un aumento del 39% delle entrate fiscali per il prossimo anno fiscale, un obiettivo che potrebbe essere difficile da raggiungere, date le diffuse perdite economiche.
Nonostante l’Iran possieda una delle più grandi riserve di gas naturale al mondo e vaste riserve di petrolio, la crisi energetica non accenna ad attenuarsi e si prevede che la situazione possa peggiorare, se le sanzioni internazionali e la cattiva gestione interna continueranno a soffocare gli investimenti necessari nel settore energetico.
L’esperto di energia Narsi Ghorban stima che per risolvere i problemi infrastrutturali del petrolio e del gas siano necessari 250 miliardi di dollari, a cui si devono aggiungere altri 19 miliardi di dollari per
il settore elettrico.
L’ Iran sta attraversando in questo momento la peggiore recessione dalla fondazione della Repubblica Islamica, con perdite stimate in 50.000 miliardi di rial (oltre 63 milioni di dollari) al giorno. L’incombente minaccia di un ritorno a sanzioni più severe, in particolare con il ritorno di Donald Trump, che ha promesso “la massima pressione nella politica sull’Iran”, aggiunge ulteriore
incertezza alle già fragili prospettive
economiche dell’Iran.

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Iran
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Iran, energy giant in crisis: week of shutdowns across

Blackout and heavy pollution wreak havoc on the economy

Freezing temperatures are gripping Iran these days and the closure of a large number of schools, universities and government offices have highlighted the growing crisis in the iranian energy sector. The shutdowns are only a part of a series of measures taken across the country to combat both the severe energy crisis affecting the whole of Iran and air pollution. On Monday, 18 provinces, including Tehran and Isfahan, were effectively shut down. Authorities have attributed the outages to cold weather and energy management, but the current shortages of gas and electricity are indicative of system failure rather than a simple seasonal challenge.
Despite being an energy giant, the country’s power grid suffers from a lack of investment in infrastructure, rationing electricity in recent weeks due to a shortage of gas and fuel to power its power plants. The crisis has forced the closure of gas-fired power plants in provinces including Golestan and Lorestan. Power outages are nothing new in Iran. Decades of underinvestment in the power and gas sectors have left the country ill-equipped to handle seasonal energy needs. Shutdowns, pollution and repeated blackouts highlight the government’s failure to address long-standing weaknesses in the power grid.

The government is trying to manage the situation and has called on citizens to conserve energy through a campaign called ‘Two Degrees Less’, urging households to reduce heating. Social media comments about what it calls ‘an inadequate response to systemic infrastructure failures’ have been heavily critical. Iranian citizens, already burdened by soaring energy costs, have expressed growing frustration with the government’s lack of transparency, which continues to blame the outages on the cold, while failing to acknowledge the underlying problems in the nation’s energy infrastructure. Even the cost of gasoline at the pumps has become excessive, in a producer country that is struggling to manage its costs. Tehran Governor Mohammad Sadegh Motamedian said this week’s shutdowns have had little effect on either reducing energy consumption or reducing pollution. “The closures have simply shifted the crisis from one point to another,” he affirmed, adding that traffic has been increased, gasoline consumption increased and, as a result, pollution increased especially in large cities. Ahmad Mousavi, CEO of the Electricity distribution Company in Golestan province, said that after four days of closures, there had only been a 10 percent drop in consumption.

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Due to ongoing energy shortages, industries have been forced to operate at reduced capacity, reducing work to two or three days a week for small industrial units. The economic cost of the shutdowns is relevant; despite the reduction in working hours, industries are still having to pay full wages and the financial burden is pushing them into a huge crisis. The current shutdowns are also expected to exacerbate the government’s fiscal situation, which has forecast a 39% increase in tax revenues for the next fiscal year, a target that may be difficult to achieve. Despite Iran having one of the world’s largest natural gas reserves and vast oil reserves, the energy crisis shows no signs of decreasing and is expected to worsen if international sanctions and domestic mismanagement continue to stifle much-needed investment in the energy sector.

Energy expert Narsi Ghorban estimates that $250 billion is needed to solve the oil and gas infrastructure problems, with another $19 billion for the electricity sector. Iran is currently experiencing its worst recession since the founding of the Islamic Republic, with losses estimated at 50 trillion rials (over $63 million) per day. The looming threat of a return to harsher sanctions, especially with the return of Donald Trump, who has promised “maximum pressure in the policy on Iran,” adds further uncertainty to Iran’s already fragile economic prospects.

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