“Una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale”. Così il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres ha condannato, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, l’escalation militare contro l’Iran. Gutierres ha richiamato esplicitamente la Carta delle Nazioni Unite, sottolineando come i “massicci attacchi militari” condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran violino uno dei principi fondamentali del diritto internazionale: l’articolo 2 della Carta dell’ONU, che vieta l’uso della forza. Esso proibisce, infatti, non solo l’uso effettivo della forza armata, ma anche la semplice minaccia di ricorrervi contro un altro Stato sovrano. Gli attacchi condotto di due potenze nucleari – gli Stati Uniti e Israele – si configurano dunque come una violazione esplicita e grave di questa norma, che vincola tutti i Membri dell’ONU. Ma ormai con il Board of Peace del Presidente Trump a vita, le Nazioni Unite saranno sempre più irrilevanti
Gutierres, nel chiedere la cessazione immediata delle ostilità e il ritorno urgente ai negoziati, ha anche affermato “Rimpiango profondamente che questa opportunità diplomatica sia stata sprecata”.Il Segretario Generale ha così smentito Trump secondo cui l’uso della forza sarebbe stato necessario per fermare un Iran ostile e non disposto a trattare. I fatti dicono il contrario: l’Iran era disposto a negoziare sul proprio programma nucleare.
Del resto, il direttore generale della Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi ha affermato “Non ci sono prove di un programma iraniano per la costruzione di armi nucleari”. In questo modo è stato smentito uno dei motivi che hanno portato alla guerra. Sembra un bis del 2003, quando gli USA motivarono il conflitto in Iraq con la necessità di distruggere le armi di distruzioni di massa di Saddam Hussein, che in realtà non esistevano, di ripristinare la democrazia e garantire la sicurezza globale. Va ricordato agli smemorati di oggi che quel conflitto ha causato lutti e distruzioni senza fine. E’ perlomeno singolare che Netanyahu, ricercato dal Trinubale Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità e responsabile del genocidio a Gaza, abbia motivato la campagna bellica anche per il ripristino della democrazia in Iran!
Fra i pochi che si sono espressi contro il conflitto, il cardinale Parolin Segretario di Stato della Santa Sede che ha affermato: “le guerre preventive rischiano di incendiare il mondo”. Come ha ricordato il Papa, purtroppo, “a una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi di alleati” e si pensa che si possa perseguire la pace “mediante le armi”.
E’ assurdo, ad ogni modo, che gli States con un arsenale atomico di migliaia di testate atomiche e Israele che possiede un centinaio di testate, scatenino una guerra preventiva per scongiurare la minaccia nucleare di Teheran che non possiede alcuna bomba atomica!
Oltretutto lo stesso Trump nel giugno scorso aveva dichiarato che i siti nucleari iraniani erano stati cancellati dalle super bombe USA.
Ma forse, il motivo vero lo ha ammesso Rubio, Segretario di stato americano, la vera minaccia era quella di un attacco israeliano in Iran, “Per questo abbiamo colpito per primi”. Allora è Netanyahu che decide e Washington esegue?
Anche questa volta Capi di Stato servili, come gran parte di quelli occidentali, non hanno condannato i bombardamenti, anzi stanno sostenendo lo sforzo bellico USA-Israele, concedendo basi e fornendo aiuti militari ai Paesi del Golfo.
Solo il premier spagnolo Sanchez ha detto “no alla guerra”, vietando l’uso delle basi e scatenando l”ira di Trump.Ma è una strana alleanza se i Paesi europei non sono stati neanche avvisati dell’imminente scatenamento dei bombardamenti. Addirittura il Ministro della Difesa, Crosetto si è trovato bloccato a Dubai mentre infuriavano i combattimenti.Allo stesso modo i militari italiani in Kuwait si sono chiusi nei bunker dell’aeroporto del Kuwait colpito dai droni di Teheran


