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Conflitti

Israele colpisce una centrale elettrica nello Yemen

L'azione militare, avvenuta all'alba di domenica 17 agosto, si inserisce nel contesto delle continue rappresaglie israeliane in risposta ai lanci di missili e droni da parte del gruppo Houti, col sostegno dell'Iran

Le forze armate israeliane hanno confermato di aver effettuato un attacco aereo contro una centrale elettrica a sud della capitale yemenita Sanaa, presumibilmente utilizzata dai ribelli Houthi, “Ansar Allah”, i “Partigiani di Dio” alleati di Teheran.

L’azione militare, avvenuta all’alba di domenica 17 agosto, si inserisce nel contesto delle continue rappresaglie israeliane in risposta ai lanci di missili e droni da parte del gruppo, col sostegno dell’Iran.

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In un comunicato ufficiale, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno specificato di aver “colpito in profondità nello Yemen, prendendo di mira un sito di infrastrutture energetiche al servizio del regime terroristico Houthi” nel distretto di Sanhan, a sud di Sana’a. Secondo fonti dei media israeliani, l’obiettivo colpito sarebbe la centrale elettrica di Haziz.

 

La televisione Al-Masirah, affiliata agli Houthi, ha confermato l’attacco, definendolo un’ “aggressione contro la centrale elettrica di Haziz” e Hizam al-Assad, membro dell’ufficio politico del gruppo Houthi, ha scritto su X che il “nemico criminale e fallito sta prendendo di mira solo strutture di servizio e civili come l’elettricità e l’acqua”.

 

Secondo quanto riportato, l’attacco ha danneggiato i generatori, provocando un blackout, e ha innescato un incendio, che è stato subito circoscritto dalle squadre di emergenza.

I residenti di Sanaa hanno riferito di aver udito almeno due forti esplosioni, e il CEO della compagnia elettrica yemenita ha confermato che l’attacco ha danneggiato gli impianti, causando un’interruzione temporanea della fornitura di energia. Al momento, comunque, non sono state segnalate vittime.

 

L’attacco segna l’ultimo capitolo di una serie di scambi di ostilità tra Israele e gli Houthi, che controllano gran parte del nord dello Yemen. Dall’inizio del conflitto tra Israele e Hamas, gli Houthi hanno lanciato ripetutamente missili e droni contro il territorio israeliano, affermando di agire in solidarietà con la popolazione palestinese.

Sebbene la maggior parte di questi attacchi siano stati intercettati, Israele continua a rispondere con azioni mirate su porti, aeroporti e infrastrutture, e ha dichiarato che l’attacco di domenica è stata una risposta diretta alle “azioni ripetute” dei ribelli, che avevano rivendicato il lancio di un missile giovedì scorso.

Dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas nell’ottobre 2023, gli Houthi hanno lanciato una serie di attacchi con droni, missili e imbarcazioni esplosive, contro il traffico marittimo nel Mar Rosso, una rotta cruciale per il commercio globale, azioni che hanno spinto molte compagnie di navigazione a deviare le rotte, con gravi ripercussioni economiche.

Nei mesi scorsi hanno alzato il tiro, prendendo di mira nel Golfo di Aden e nello Stretto di Bab el-Mandeb, tutte le navi considerate legate a Israele, e in seguito anche a Stati Uniti e Gran Bretagna, che avevano avviato operazioni militari per proteggere le rotte.

A maggio, i ribelli hanno raggiunto, con la mediazione dell’Oman, un accordo di cessate il fuoco con gli Stati Uniti, che ha interrotto i raid americani; nonostante questo, gli Houthi hanno confermato che continueranno a prendere di mira le navi collegate ad Israele.

 

 

 

 

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