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Focus internazionale

Israele, nuovi bombardamenti su Gaza e minaccia di annessione territoriale

Israele bombarda ancora Gaza durante il mese sacro di Ramadan e minaccia di annettere parte del territorio

Gaza si è svegliata ancora una volta sotto le bombe, con gli echi della paura, della distruzione. La tregua è durata poco, violata dal terribile attacco a sorpresa di questa notte. I bombardamenti si sono susseguiti per 8 ore, ininterrottamente, e poi sono ripresi di nuovo, stanno continuando ancora oggi.

I collegamenti con Gaza sono di nuovo interrotti e le notizie arrivano con grande difficoltà, non c’è Internet e le linee di comunicazione sono state bloccate. La linea elettrica era già stata tagliata giorni fa.

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“La situazione è catastrofica, indescrivibile. Stiamo morendo tutti, ora. Ci sono decine di persone sotto le macerie e nessuno può tirarle fuori” piange Ahmed Abu Amr. Del nostro corrispondente M.M. non abbiamo ancora notizie.

Secondo il Ministero della Salute, finora oltre 500 persone sono state uccise nell’ondata di attacchi israeliani a Gaza, ma si prevede che il numero aumenterà, poiché molti sono ancora sotto le macerie degli edifici bombardati, almeno un migliaio i feriti.

Israele ha imposto il blocco totale di Gaza, e ha emesso ordini di sfollamento forzato, intimando ai residenti di diverse aree di Gaza di “evacuare immediatamente”, perché i loro quartieri diventeranno “pericolose zone
di combattimento”. Assistiamo a nuovi improvvisi sfollamenti, i civili scappano sotto le bombe con poche cose, senza sapere dove andare.

Dopo una guerra durata 17 mesi, che ha causato la distruzione pressoché totale di Gaza e ucciso più di 48.000 palestinesi, la popolazione civile non ha fatto in tempo a rimarginare le ferite e tirare il fiato, che si trova di fronte a sofferenze ancora più insopportabili, oltretutto durante il mese sacro musulmano del Ramadan. Migliaia di palestinesi sfollati, che erano tornati in quello che era rimasto della loro città, si trovano di nuovo sotto il fuoco israeliano.

Secondo l’ufficio stampa del governo di Gaza, l’ultima ondata di attacchi mortali ha causato la morte di “donne, bambini e anziani”, e in alcuni casi ha distrutto “intere famiglie”. La casa della famiglia Abu Mershud, nel campo profughi di Nuseirat, a nord-est di Deir el-Balah nella Striscia di Gaza centrale, è stata colpita direttamente da un attacco aereo israeliano, sette persone sono rimaste uccise, gli altri sono ancora sotto le macerie e si scava a mani nude per tirarli fuori.

Non ci sono nemmeno più le ambulanze a Gaza. Islam Bader, un corrispondente di Alaraby TV, ha pubblicato un video che mostra dei paramedici che spingono un’ambulanza rotta: “C’è solo un’ambulanza funzionante rimasta nel nord di Gaza”. I video condivisi sui social media mostrano i palestinesi che usano carri trainati da cavalli per trasportare i feriti negli ospedali dopo i recenti attacchi israeliani.
Mercoledì scorso, Israele non ha risparmiato neanche la sede centrale dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i servizi ai progetti (UNOPS) nella zona. Dopo un pesante bombardamento alcuni membri del United Nations Mine Action Service (UNMAS) sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale europeo, nella zona centrale di Gaza. Nell’attacco è rimasto ucciso un dipendente straniero e altri cinque sono feriti gravemente.

Da parte israeliana, il ministro delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich, applaudendo i nuovi attacchi su Gaza, ha affermato che il ritorno ai combattimenti “sarà completamente diverso”. Quindi la guerra riprende più crudele di prima.

Venerdì il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha avvertito Hamas che l’esercito conquisterà e annetterà permanentemente il territorio di Gaza se i prigionieri non saranno rilasciati, annunciando che l’esercito amplierà anche la zona cuscinetto istituita lungo il confine della Striscia di Gaza con Israele: “Più Hamas persisterà nel suo rifiuto di rilasciare gli ostaggi, più territorio perderà, sarà annessa a Israele”, ha sottolineato. “Ho ordinato all’IDF di ampliare la manovra, prendere il controllo di più terreno e mantenerlo permanentemente per proteggere le comunità e i soldati israeliani”.

Secondo Yoni Ben-Menachem, giornalista e analista politico israeliano, Israele ha affermato di non aver violato alcun accordo esistente con Hamas, poiché il cessate il fuoco è terminato due settimane fa, anzi ha accusato Hamas di aver ostacolato i negoziati. L’analista ha dichiarato ad Al Jazeera, da Gerusalemme Ovest, che l’accordo prevedeva che, “se i prigionieri non vengono rilasciati, allora Israele ha il diritto di riprendere il fuoco a Gaza”, aggiungendo che il sentimento generale tra gli israeliani è che non vogliono che la guerra finisca senza lo scioglimento dell’ala militare di Hamas. Inoltre Ben-Menachem ha dichiarato che “il presidente Donald Trump ha personalmente sostenuto l’attacco israeliano a Gaza”.

Il 17 gennaio scorso era stato firmato un accordo di cessate il fuoco, mediato da Egitto e Qatar e con una garanzia degli Stati Uniti.
Hamas ha risposto di aver rispettato tutti i termini dell’accordo nella prima fase, accusando Israele di non aver rispettato una parte significativa di esso, con oltre 1.000 violazioni.

In mezzo ci sono gli ostaggi israeliani da una parte e i civili palestinesi dall’altra, che continuano a pagare il prezzo di politiche scellerate, vittime innocenti di una barbarie inaccettabile. Muhammad Hadi, vice coordinatore speciale ONU per il processo di pace in Medio Oriente e coordinatore umanitario per i Territori palestinesi occupati, ha chiesto il cessate il fuoco immediato a Gaza: “Si sono verificate ondate di attacchi aerei nella Striscia di Gaza fin dalle prime ore del mattino…Questo è inaccettabile. Un cessate il fuoco deve essere ripristinato immediatamente”.

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