B’Tselem, organizzazione israeliana per i diritti umani, con l’agghiacciante rapporto “Welcome to hell” squarcia il velo del silenzio sull’inferno in cui il Paese ebraico detiene i palestinesi.
La citata ONG, tramite le testimonianze di 21 ex carcerati, evidenzia i trattamenti disumani, le torture di ogni tipo e le violenze sessuali a cui vengono sottoposti i prigionieri palestinesi. Il Documento è inenarrabile, nei dettagli.
Il quadro delineato, in coerenza con il precedente rapporto, intitolato sempre “Welcome to hell” del luglio 2024 e basato sulle testimonianze di 55 detenuti dopo il 7 ottobre 2023, dimostra che un simile livello di atrocità non è il risultato di casi isolati, di “mele marce”, bensì il risultato di una strategia istituzionalizzata e strutturale, approvata e sostenuta dal potere politico, giudiziario e mediatico israeliano.
Addolora profondamente sapere che tanti esseri umani, i carcerieri, sottopongono i prigionieri, alla loro mercè, ad atti di sadismo gratuiti: “Tutte queste atrocità non aumenteranno la sicurezza di Israele, afferma B’Tselem, bensì ne condannano la deriva criminale che fa perdere ogni barlume di umanità”.
Il ministro della sicurezza, Ben-Gvir, responsabile politico delle prigioni, del resto, ha affermato”devono essere giustiziati, impiccati, con un’iniezione, sulla sedia elettrica, l’importante è giustiziarli”. Tali parole sono state dette mentre gli agenti gli buttavano ai piedi dei detenuti palestinesi incatenati. Haretz, giornale di opposizione israeliano, presume che nessuno di questi carcerati abbia subito un procedimento legale dopo oltre due anni, nè sono stati visitati dalla Croce Rossa, fra loro ci sono alcuni le cui famiglie a Gaza non sanno neppure se sono vivi. La morte di tanti detenuti non è una novità: ben 75 sono deceduti in prigionia, secondo l’agghiacciante denuncia dell’Ufficio ONU per i diritti umani nei territori Occupati, nel periodo dal 7 ottobre al 31 agosto 2025! Le Nazioni Unite, organo ormai soppiantato dal trumpiano Board of peace, hanno registrato torture e maltrattamenti nei confronti dei prigionieri, fame e scarse condizioni igieniche. Le autorità israeliane si sono rifiutate di conformarsi all’Alta Corte di Giustizia che ha ordinato al Governo di soddisfare gli standard di base per i prigionieri palestinesi. Come se non bastasse, le medesime autorità del Paese ebraico hanno comunicato che almeno 5 detenuti sono deceduti per mancanza di cure mediche!
Per fortuna c’è chi come B’Tselem, si oppone a questa deriva criminale. Anche altre ONG hanno denunciato le tragiche condizioni dei carcerati palestinesi. Phisicyans for Human Right ha reso noto, nel novembre scorso, che dall’inizio della guerra a Gaza sono morti ben 94 palestinesi in detenzione. L’Associazione ha evidenziato che la maggior parte dei palestinesi morti in carcere erano semplici civili, infatti, le autorità israeliane le avevano registrate come non combattenti!
Ecco quella che per molti commentatori è “l’unica democrazia del Medio oriente”. Nonostante tutto ciò i Governanti occidentali si ostinano a sostenere un regime coloniale in tutti i modi, criminalizzando i propri popoli, che manifestano scandalizzati dal genocido in atto e che continua anche dopo la “pace” di Trump.


