Migliorare l’assistenza alle madri e ai neonati nelle aree più vulnerabili dell’Uganda settentrionale: è questo il cuore di un nuovo programma di cooperazione sanitaria che coinvolge l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e una rete di partner italiani e ugandesi. Il progetto, chiamato PRISMA, partirà a luglio e si svilupperà nell’arco di tre anni con l’obiettivo di rafforzare l’accesso alle cure e la formazione del personale sanitario locale.
L’iniziativa è promossa dal centro di ricerca BReCHS – Bicocca Research Center in Health Services con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Il programma prevede un investimento significativo, destinato a rafforzare i servizi sanitari in alcune delle regioni più fragili del paese.
Le attività si concentreranno in quattro sub-regioni del nord — West Nile, Acholi, Lango e Karamoja — territori segnati da carenze strutturali nel sistema sanitario e da difficoltà di accesso alle cure, soprattutto per donne in gravidanza, neonati e bambini sotto i cinque anni.
Ma come si struttura questo progetto? Tutto ruota attorno a quattro linee di intervento. La prima riguarda la salute riproduttiva e materno-infantile, con programmi dedicati alla prevenzione delle gravidanze precoci, al supporto durante l’allattamento e all’assistenza alle vittime di violenza di genere. Un secondo ambito è dedicato alla salute oncologica femminile e pediatrica, con particolare attenzione allo screening e alla diagnosi precoce di tumori come quello della cervice uterina e della mammella, oltre ad alcune patologie diffuse tra i bambini.
Il coordinamento scientifico del progetto coinvolge il medico e accademico Giuseppe Carrà, mentre numerose istituzioni sanitarie partecipano come partner. Tra queste figurano l’Uganda Cancer Institute e la Gulu University, oltre a organizzazioni impegnate da anni nella cooperazione sanitaria in Uganda.
NEWS e ANAlisi dalle Afriche sabato 11 Aprile 2026


