Le autorità kenyane hanno arrestato Halima Ngache, conosciuta sui social come “Princess Halima”, con l’accusa di essere collegata a un account della piattaforma X che avrebbe pubblicato informazioni sui movimenti aerei del presidente William Ruto. L’operazione è stata condotta dalla Serious Crimes Unit della Directorate of Criminal Investigations (DCI), che sostiene di aver individuato la donna attraverso un’attività investigativa basata su informazioni di intelligence.
Secondo gli investigatori, l’account avrebbe diffuso dati relativi agli spostamenti del capo dello Stato, pubblicando rotte di volo e informazioni su alcuni viaggi internazionali compiuti nelle scorse settimane. Tra i contenuti contestati figurano riferimenti a voli tra Belgio, Norvegia e Finlandia, oltre a un post secondo cui il presidente avrebbe lasciato il Kenya per raggiungere il Madagascar prima di imbarcarsi su un jet privato.
La DCI ha sostenuto davanti al tribunale che la diffusione di queste informazioni potrebbe aver compromesso la sicurezza delle persone sottoposte a protezione e generato preoccupazione nell’opinione pubblica. Per questo motivo gli investigatori hanno chiesto e ottenuto tre giorni di custodia cautelare, durante i quali saranno esaminati telefoni cellulari, computer, tablet e altri dispositivi elettronici sequestrati durante l’arresto.
Ngache, comparsa davanti al tribunale di Milimani a Nairobi, ha però contestato il quadro accusatorio. La donna ha dichiarato che, nonostante il sequestro dei suoi dispositivi elettronici, l’account X incriminato è rimasto attivo, sostenendo quindi che possa essere gestito anche da altre persone.
L’inchiesta è stata aperta con l’ipotesi di cyber harassment ai sensi della legislazione kenyana sui reati informatici. L’udienza per gli ulteriori sviluppi del procedimento è stata fissata per il 6 luglio.
Il caso si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione verso l’uso dei social media in Kenya. Da un lato le autorità ribadiscono che la Costituzione tutela la libertà di espressione, ma ricordano che essa incontra limiti quando vengono diffuse informazioni ritenute potenzialmente pericolose per la sicurezza nazionale. Dall’altro, organizzazioni della società civile e osservatori dei diritti digitali seguono con attenzione vicende di questo tipo, nelle quali il delicato equilibrio tra tutela delle istituzioni e libertà di informazione torna al centro del dibattito pubblico.


