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Diritti umani

Kenya, assolto definitivamente l’italiano Paolo Camellini: disposta l’immediata scarcerazione dopo oltre quattro anni di detenzione

In Kenya è stato assolto in via definitiva l'italiano Paolo Camellini, detenuto dal febbraio 2022: la sentenza annulla la precedente condanna e dispone l'immediata scarcerazione dell'artigiano mantovano.

Si conclude con un’assoluzione definitiva una delle vicende giudiziarie che negli ultimi anni aveva coinvolto un cittadino italiano in Kenya. Paolo Camellini, 53 anni, artigiano originario della provincia di Mantova, è stato assolto dalla magistratura keniana e per lui è stata disposta l’immediata scarcerazione dopo oltre quattro anni trascorsi in carcere.

Camellini era stato arrestato nel febbraio 2022 a Kisumu, città dell’ovest del Paese, in seguito alle accuse di presunti abusi sessuali nei confronti del figlio di tre anni della sua ex compagna keniana. Nel corso del procedimento giudiziario era stato inizialmente condannato all’ergastolo; successivamente la Corte d’Appello aveva ridotto la pena a trent’anni di reclusione. Con la decisione definitiva, tuttavia, la condanna è stata integralmente annullata.

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A rendere nota la sentenza è stato l’avvocato difensore Alex Rienye, precisando che il tribunale ha disposto l’immediata liberazione del suo assistito, che potrebbe lasciare il carcere già nelle prossime ore. La decisione pone fine a un caso che, secondo la difesa, è stato caratterizzato da numerose lacune e contraddizioni emerse nel corso del processo.

Durante tutta la detenzione Camellini ha sempre respinto ogni accusa, proclamandosi innocente. La sua famiglia, rimasta in Italia, lo ha sostenuto per tutta la durata della vicenda, recandosi più volte in Kenya per fargli visita. Anche l’Ambasciata d’Italia a Nairobi ha seguito il caso sin dall’inizio, mantenendo costanti contatti con i familiari e con il collegio difensivo.

Grande emozione è stata espressa dal fratello Mauro Camellini, che ha parlato di una lunga battaglia conclusasi con il riconoscimento dell’innocenza del familiare. Secondo quanto riferito, il rientro in Italia potrebbe avvenire già nei prossimi giorni, non appena saranno completate le formalità necessarie per certificare la sua liberazione.

La vicenda richiama l’attenzione sui tempi e sulla complessità dei procedimenti giudiziari internazionali che coinvolgono cittadini stranieri, evidenziando l’importanza dell’assistenza consolare e del diritto a un pieno riesame delle decisioni giudiziarie. Per la famiglia Camellini, dopo oltre quattro anni di attesa, la sentenza rappresenta il punto finale di una vicenda che ha profondamente segnato la vita dell’uomo e dei suoi cari.

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