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Analisi

Kenya, attacco informatico al sito della presidenza: Hacker chiedono un riscatto in bitcoin

Il sito della Presidenza keniota è stato colpito da hacker anonimi con richiesta di riscatto in Bitcoin. Le autorità hanno escluso, per il momento, la compromissione di dati sensibili, mentre proseguono le indagini sull’accaduto.

Un attacco informatico ha colpito il sito della presidenza del Kenya, costringendo le autorità a sospenderne temporaneamente l’accesso. Gli hacker hanno chiesto un riscatto in bitcoin, mentre il governo assicura che non risultano compromessi dati sensibili e ha avviato un’indagine forense sull’accaduto.

Il Kenya torna a fare i conti con la sicurezza informatica dopo che il sito ufficiale della Presidenza è stato violato da un gruppo di hacker che ha chiesto un riscatto di circa 320 mila dollari in Bitcoin. L’attacco, confermato dal Ministero dell’Informazione, delle Comunicazioni e dell’Economia Digitale, ha portato alla temporanea sospensione del portale istituzionale mentre sono in corso le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Secondo quanto comunicato dalle autorità, gli autori dell’intrusione hanno modificato la homepage del sito, pubblicando messaggi offensivi nei confronti del presidente William Ruto e minacciando la diffusione di presunti dati governativi riservati qualora non fosse stato pagato il riscatto richiesto. Al momento, tuttavia, il governo afferma di non avere riscontrato prove di un’effettiva sottrazione di informazioni sensibili.

Il ministro William Kabogo Gitau ha spiegato che l’accesso al portale è stato limitato per consentire le operazioni di contenimento, l’analisi forense e il ripristino dei sistemi. “Non vi sono evidenze di accessi non autorizzati a dati sensibili o di esfiltrazione di informazioni”, ha precisato il ministero, sottolineando che gli altri servizi digitali governativi continuano a operare regolarmente.

L’episodio riaccende il dibattito sulla forte debolezza delle infrastrutture digitali del Paese. Negli ultimi mesi il Kenya è stato interessato da diversi episodi di criminalità informatica che hanno coinvolto enti pubblici e istituzioni, mentre l’intero continente registra un aumento degli attacchi cyber rivolti sia alle amministrazioni sia alle aziende.

Al di là dell’entità del danno effettivamente provocato, l’attacco evidenzia quanto la cybersicurezza sia ormai una componente essenziale della sicurezza nazionale. Per governi sempre più orientati verso la digitalizzazione dei servizi pubblici, proteggere le infrastrutture informatiche significa tutelare la continuità amministrativa, la fiducia dei cittadini e infine, l’integrità delle istituzioni.

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