Cinque agenti delle forze di sicurezza keniote sono stati uccisi in uno scontro con presunti combattenti di al Shabaab nella contea di Mandera, nel nord-est del Paese, a pochi chilometri dal confine con la Somalia. L’episodio, avvenuto durante un’operazione di pattugliamento, conferma come l’area resti una delle più esposte alla minaccia del gruppo jihadista, nonostante gli sforzi congiunti delle autorità keniote e somale per contrastarne le attività.
Secondo quanto riferito dalla polizia, una pattuglia dell’unità SOG Alungu è entrata in contatto con i miliziani nella zona di Wantey Dam. Dopo il primo scontro, sono stati inviati rinforzi, ma un veicolo blindato è stato colpito da un ordigno esplosivo improvvisato (IED), che lo ha distrutto. In questo secondo episodio non sono state segnalate ulteriori vittime. Le forze di sicurezza hanno avviato un’operazione per rintracciare gli assalitori.
Al Shabaab combatte da anni contro il governo federale somalo con l’obiettivo di imporre una propria interpretazione rigorosa della legge islamica e continua a rappresentare una delle principali minacce alla stabilità del Corno d’Africa. Sebbene il gruppo operi prevalentemente in Somalia, da tempo conduce incursioni anche nel vicino Kenya, prendendo di mira sia obiettivi militari sia civili, soprattutto nelle contee di confine.
Mandera e Garissa sono tra le aree più vulnerabili a queste infiltrazioni. Solo nei mesi scorsi, secondo la polizia keniota, militanti di al Shabaab avevano ucciso un capo locale e un insegnante nella contea di Garissa, confermando una strategia che mira a colpire non soltanto gli apparati di sicurezza, ma anche le figure di riferimento delle comunità locali.
L’attacco evidenzia ancora una volta quanto il controllo delle regioni di frontiera rappresenti una sfida complessa. La porosità del confine, la mobilità dei gruppi armati e l’uso di ordigni improvvisati continuano a mettere sotto pressione le forze di sicurezza, mentre il Kenya resta uno degli attori regionali maggiormente impegnati nel contrasto all’insurrezione jihadista proveniente dalla Somalia.


