Un edificio di 16 piani in costruzione è crollato nel quartiere South C di Nairobi, causando almeno una vittima accertata e lasciando ancora persone intrappolate sotto le macerie. Il corpo di un uomo è stato recuperato nelle ore successive al collasso, mentre le operazioni di soccorso proseguono alla ricerca di almeno un disperso, in un contesto reso particolarmente complesso dall’instabilità dei detriti.
Body Retrieved From South C Building:
One person has been confirmed dead following the retrieval of his body from the rubble of the collapsed building in South C, Nairobi.
Rescue teams are now racing against time to reach one other person.#NTVWeekendEdition @MichelleNgele_ pic.twitter.com/AbLpFCLnWV
— NTV Kenya (@ntvkenya) January 4, 2026
Secondo le prime ricostruzioni, al momento del crollo nell’edificio si trovavano almeno quattro persone. Le attività di emergenza sono coordinate da una risposta multi-agenzia, con il coinvolgimento anche della Kenya Red Cross, che ha confermato la presenza di squadre impegnate nella gestione dell’intervento. Il ministro responsabile per il servizio pubblico, Geoffrey Ruku, ha dichiarato che almeno quattro persone risultavano intrappolate subito dopo l’incidente.
Tra i familiari accorsi sul luogo del crollo c’è Safia Ali Aden, sorella di uno degli operai dispersi. La donna ha riferito che il fratello è riuscito a effettuare una telefonata mentre si trovava sotto le macerie, chiedendo un intervento rapido dei soccorsi. Le sue parole restituiscono il clima di attesa e tensione che accompagna le operazioni, mentre il tempo resta un fattore decisivo per eventuali salvataggi.
Un aggiornamento significativo è arrivato il 4 gennaio dall’Office of the Director of Public Prosecutions, che ha diffuso una nota ufficiale sull’accaduto. Nel comunicato si afferma che vi sono persone che erano e risultano ancora intrappolate sotto i detriti dell’edificio crollato e che, allo stato attuale, non sono stati forniti aggiornamenti ufficiali sul loro destino. Parallelamente, è stata disposta l’apertura di un’indagine penale per accertare le responsabilità legate alla costruzione dell’immobile.
PRESS STATEMENT ON INVESTIGATIONS INTO THE COLLAPSED BUILDING INCIDENT IN SOUTH C, NAIROBI.#HakiNaUsawa pic.twitter.com/ODMB1Lm31s
— Office of The Director Of Public Prosecutions (@ODPP_KE) January 4, 2026
Il Director of Public Prosecutions ha incaricato l’Inspector General of Police di avviare e accelerare le indagini sulle circostanze del crollo, raccogliendo le testimonianze del costruttore, dell’appaltatore e dei funzionari responsabili delle autorizzazioni, dei controlli e delle ispezioni edilizie. Un rapporto completo dovrà essere trasmesso entro sette giorni, con l’obiettivo di individuare eventuali responsabilità sia pubbliche sia private.
Al momento non sono state indicate le cause del crollo, ma episodi simili sono ricorrenti nella capitale keniana. L’elevata domanda abitativa e la pressione del mercato immobiliare hanno spesso favorito pratiche edilizie irregolari e violazioni delle norme di sicurezza. Dopo una serie di crolli avvenuti nel 2015, che causarono quindici morti, le autorità avevano avviato una verifica straordinaria del patrimonio edilizio urbano.
Da quell’audit emerse un quadro critico: la National Construction Authority rilevò che oltre la metà degli edifici di Nairobi non risultava idonea all’abitazione. A distanza di anni, il nuovo crollo di South C riporta al centro del dibattito pubblico la questione della sicurezza urbana e della responsabilità nella gestione dello sviluppo edilizio, in una città che continua a crescere rapidamente, ma in modo profondamente diseguale.


