Durante il vertice straordinario dell’Unione Africana sul Programma di Sviluppo Agricolo Post-Malabo (CAADP) tenutosi a Kampala, il presidente del Kenya, William Ruto, ha lanciato un appello accorato per una trasformazione agricola condivisa tra i paesi africani. Il suo messaggio, chiaro e ambizioso, mette in evidenza la necessità di investimenti collettivi e di innovazione per costruire sistemi alimentari resilienti, capaci di nutrire un continente in rapida crescita e affrontare sfide globali come il cambiamento climatico.
Un’agricoltura trasformativa come pilastro dello sviluppo
Ruto ha delineato una visione audace: un’Africa senza fame, dove ogni bambino ha accesso a cibo sicuro e dove l’agricoltura non solo garantisce sicurezza alimentare, ma genera anche occupazione e ricchezza per milioni di persone. “Questo è il momento di impegnarci per un’agenda trasformativa, che costruisca solide fondamenta per un’agricoltura sostenibile,” ha dichiarato Ruto davanti ai leader africani e ai rappresentanti internazionali.
Tra le priorità evidenziate dal presidente ci sono:
• Infrastrutture regionali per l’agricoltura, che migliorino la logistica e l’accesso ai mercati.
• Ricerca e innovazione, necessarie per sviluppare tecnologie avanzate.
• Diffusione di soluzioni tecnologiche, per aiutare gli agricoltori a fronteggiare siccità, malattie e perdite post-raccolto.
Secondo Ruto, il progresso è già visibile in Kenya, dove strategie mirate hanno aumentato la produttività agricola e ridotto la dipendenza dalle importazioni. Tra i successi principali, il Kenya ha superato l’obiettivo dell’Unione Africana di sviluppo dell’irrigazione, espandendo le aree irrigate del 147% dal 2014.
La Dichiarazione di Kampala, un nuovo patto per il futuro
Il vertice ha segnato l’adozione della Dichiarazione di Kampala, che prende il posto della Dichiarazione di Malabo, la cui implementazione è giunta al termine. La nuova dichiarazione pone obiettivi ambiziosi, come una crescita agricola annuale del 6% e l’allocazione di almeno il 10% dei bilanci nazionali all’agricoltura da parte degli Stati membri.
Ruto ha annunciato che il Kenya integrerà la Dichiarazione di Kampala nella seconda fase della sua Agriculture Sector Transformation and Growth Strategy (2019-2029) e nel National Agriculture Investment Plan (2025-2029). Tra le aree di intervento spiccano la riduzione delle perdite post-raccolto, il sostegno ai magazzini di stoccaggio e il potenziamento della trasformazione agroalimentare.
Un problema africano, una soluzione africana
L’intervento di Ruto non è stato isolato. Anche il presidente ugandese, Yoweri Museveni, ha sottolineato l’importanza di adottare pratiche agricole moderne e sfruttare appieno le risorse idriche del continente, come il fiume Congo, per affrontare la scarsità idrica in altre regioni. “L’Africa ha tutto il potenziale per eliminare la fame, ma servono azioni concrete,” ha dichiarato Museveni.
Il presidente angolano, João Lourenço, ha ribadito l’impegno per destinare più fondi al settore agricolo, mentre il presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat, ha evidenziato come la migrazione verso le città e il disinteresse dei giovani per l’agricoltura rappresentano sfide da affrontare con urgenza.
L’orizzonte necessario, un’Africa autosufficiente
Il messaggio di Ruto è chiaro: l’Africa non deve più dipendere dagli aiuti esterni, ma investire in se stessa per diventare autosufficiente. Questo richiede una collaborazione senza precedenti tra i governi africani e un rinnovato sostegno internazionale allineato con le priorità del continente.
Con il 30% della popolazione africana che dipende direttamente dall’agricoltura, questa trasformazione non è solo una necessità economica, ma una questione di dignità e giustizia per milioni di persone. Come ha concluso Ruto: “La fame non è inevitabile; è una scelta. E noi scegliamo un futuro diverso per l’Africa.”


