Dopo due giorni di forti disagi negli aeroporti, i lavoratori dell’aviazione in Kenya hanno revocato lo sciopero e accettato un accordo per il ritorno al lavoro. Restano aperte diverse questioni sul salario, sui contratti collettivi e sui rapporti sindacali.
Lo sciopero dei lavoratori dell’aviazione in Kenya è terminato dopo due giorni di forti disagi negli aeroporti del Paese. L’annuncio è arrivato dal ministro dei Trasporti Davis Chirchir e dal segretario generale del Kenya Aviation Workers’ Union (KAWU), Moss Ndiema, dopo una nuova tornata di negoziati.
La protesta aveva colpito soprattutto il Jomo Kenyatta International Airport di Nairobi, principale scalo internazionale del Kenya, con ritardi e cancellazioni che si sono propagati anche verso altri aeroporti dell’Africa orientale. Il movimento aveva coinvolto in particolare i controllori del traffico aereo.
Le ragioni dello sciopero
Alla base della protesta, di fatto, c’erano questioni rimaste aperte da molti anni. Il sindacato chiedeva progressi sui contratti collettivi di lavoro, alcuni dei quali risultano irrisolti dal 2015, oltre a revisioni salariali e maggiori garanzie sui diritti sindacali. Tra le controversie figurava anche il rapporto con Jambojet, compagnia low-cost controllata da Kenya Airways.
L’accordo raggiunto prevede la ripresa immediata delle attività e la prosecuzione dei negoziati tra KAWU, autorità dell’aviazione, Kenya Airports Authority e Jambojet. I lavoratori che hanno partecipato allo sciopero saranno inoltre tutelati da eventuali ritorsioni.
Per i passeggeri, ora inizia la fase di normalizzazione dei collegamenti. Il ritorno alla piena operatività potrebbe però richiedere diverso tempo, considerando gli effetti accumulati durante i due giorni di paralisi.
NEWS e ANAlisi dalle Afriche venerdì 09 Ottobre 2026


