Il Kenya sta diventando un attore sempre più rilevante nel mercato internazionale del vino, come dimostra il successo del Top Italian Wine Roadshow, organizzato per il secondo anno consecutivo a Nairobi da Gambero Rosso, azienda leader nella promozione dell’enogastronomia italiana.
L’evento, ospitato nello Shamba Village di Loresho, ha visto la partecipazione di 45 cantine italiane che hanno presentato le loro migliori etichette a importatori, distributori e appassionati di vino. La giornata si è aperta con masterclass di degustazione, seguite dal taglio del nastro ufficiale alla presenza dell’ambasciatore italiano in Kenya, Roberto Natale.
Secondo Victoria Molo Munywoki, rappresentante keniota di Gambero Rosso International, il ritorno del 54% delle cantine già presenti nel 2024 dimostra la crescita della cultura del vino in Kenya. Tuttavia, ha sottolineato come il mercato africano sia ancora visto con diffidenza da alcuni produttori, che dovrebbero invece cogliere il potenziale di espansione nella regione.
Giuseppe Carlos, caporedattore di Gambero Rosso International, ha evidenziato che la conoscenza e l’interesse per il vino in Kenya stanno aumentando rapidamente, giustificando la scelta di Nairobi come sede dell’evento per due anni consecutivi, un fatto storico per la manifestazione.
Il Kenya, infatti, non solo rappresenta un mercato in crescita per il consumo di vino, ma è anche un hub per la distribuzione in paesi vicini come Tanzania, Uganda, Camerun e Burundi. Secondo i dati dell’Osservatorio della Complessità Economica (OEC), nel 2024 il Kenya ha importato vino per un valore di 3 miliardi di scellini kenioti, posizionandosi al 74° posto tra gli importatori globali.
Le principali importazioni provengono da Sudafrica, Francia, Italia, Spagna e Argentina, ma la domanda di vino italiano di qualità è in aumento. Sul fronte dell’export, il Kenya ha esportato vino per 206 milioni di scellini, classificandosi 73° tra gli esportatori mondiali. Gli esperti prevedono un ulteriore incremento di queste cifre, segnale del crescente apprezzamento del vino nella regione e delle nuove opportunità per i produttori italiani.


