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Crisi

Kenya, il presidente William Ruto ha licenziato l’intero governo

In un discorso nazionale dalla State House di Nairobi, il presidente del Kenya  William Ruto ha annunciato un licenziamento senza precedenti dei suoi 22 ministri  e del procuratore generale.

Il licenziamento di alcuni ministri è stata una delle principali richieste dei giovani che hanno guidato proteste trasversali di piazza senza il coinvolgimento dei partiti di opposizione contro il regime di Ruto nelle ultime tre settimane.

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La clamorosa decisione di Ruto ha salvato solo il primo segretario Musalia Mudavadi, che funge anche da ministro degli affari esteri ed il
vicepresidente Rigathi Gachagua dato che costituzionalmente, un presidente non può licenziarlo in quanto funzionario eletto.

Ruto ha detto che il nuovo governo sarà nominato dopo ampie consultazioni in tutti i settori.

“Mi impegnerò immediatamente in ampie consultazioni tra diversi settori e formazioni politiche, con l’obiettivo di istituire un governo di ampia base che mi aiuterà ad accelerare e accelerare l’attuazione necessaria, urgente e irreversibile, di programmi radicali per affrontare l’onere del debito, aumentare le risorse nazionali, espandere le opportunità di lavoro, eliminare gli sprechi e l’inutile duplicazione di una molteplicità di agenzie governative e uccidere il mostro della corruzione di conseguenza rendendo il governo più efficace ed efficiente”.

 

Ricordiamo che – proteste giovanili o meno – Il debito pubblico del Kenya ammonta a circa il 70% del Pil.

Ruto ha ceduto alle richieste dei manifestanti? Basterà?

E’ troppo presto per dare delle risposte.

Ma a proposito di democrazia africana ve lo immaginate un qualunque “civilissimo”e “democratico”paese Europeo dove una legge finanziaria viene ritirata in seguito a delle proteste di piazza? Ma quando mai!?

 

 

Per alcuni analisti questa di Ruto è una scelta maturata da tempo che peraltro era già nell’aria ed era indispensabile per salvare se stesso , per altri il licenziamento in tronco del governo segna comunque sia un nuovo cambiamento di paradigma in Ruto.

Questa non è la prima volta in Kenya che un presidente licenzia un intero gabinetto.

Nel 2005, il defunto Mwai Kibaki ha sciolto il suo governo dopo che lo stesso perse un referendum di revisione costituzionale.

Ma oggi tempi e modi sono decisamente diversi e questa decisione non  è cosa da poco:c’è stato uno scatto di consapevolezza e forse il Kenia di due mesi  fa non è più lo stesso di oggi.

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