A Kibra, uno dei più popolosi insediamenti informali di Nairobi, si sta aggravando una crisi ambientale che coinvolge vari aspetti della vita quotidiana: dall’accumulo dei rifiuti non raccolti, alla contaminazione dell’acqua potabile, fino all’inadeguatezza delle infrastrutture igienico-sanitarie. I residenti lamentano che l’ambiente in cui vivono sta mettendo seriamente a rischio la salute, la dignità e le possibilità di lavoro della popolazione.
In molte zone del quartiere, i rifiuti si accumulano per settimane vicino alle abitazioni e alle attività commerciali, creando un odore insopportabile e scoraggiando la clientela, come racconta Brian Wanjohi, un commerciante locale. La situazione è aggravata dalla mancanza di un sistema strutturato per la raccolta dei rifiuti: i camion spesso non passano per mesi, soprattutto nelle aree più difficili da raggiungere, costringendo molti a bruciare i rifiuti o gettarli nei fiumi.
Un altro problema critico è rappresentato dalla qualità dell’acqua potabile. Grace Malika, madre di due figli, denuncia la vicinanza tra le tubature dell’acqua e le fogne, spesso rotte e a cielo aperto, che durante la stagione delle piogge favoriscono la contaminazione delle fonti idriche. Le malattie trasmesse dall’acqua, come tifo e diarrea, sono in aumento, anche a causa della scarsa igiene e della presenza di rifiuti organici nelle strade, come pannolini usati.
Le autorità della Contea di Nairobi, pur riconoscendo la gravità della situazione, assicurano di aver avviato alcune iniziative. Erick Inda, coordinatore del settore Acqua, Sanificazione e Igiene, ha dichiarato che vengono eseguiti controlli sull’acqua e che si lavora con vari partner per migliorare le condizioni ambientali e sanitarie. L’obiettivo, secondo Inda, è quello di garantire che ogni abitazione disponga di un proprio bagno, superando la temporanea soluzione dei servizi pubblici.
Con una popolazione compresa tra 250.000 e 300.000 abitanti, Kibra continua a fronteggiare gravi carenze strutturali che aggravano le vulnerabilità esistenti. I residenti, pur vivendo in un contesto difficile, chiedono interventi urgenti e duraturi, affinché la crisi non si trasformi in una catastrofe sanitaria e ambientale.


