Negli ultimi 13 mesi, l’Oceano Indiano e il Corno d’Africa hanno visto una preoccupante ripresa degli attacchi di pirateria, interrompendo un periodo di relativa stabilità durato circa cinque anni. Secondo i dati della missione navale europea “Eunavfor Atalanta”, dal novembre 2023 si sono verificati 44 attacchi, tra cui sequestri di imbarcazioni e tentativi di dirottamento falliti.
L’episodio che ha segnato l’inizio di questa nuova ondata di attacchi è stato il sequestro della nave da pesca “Al-Meraj 1”, probabilmente legato a dispute locali tra pescatori. Da quel momento, i pirati hanno ripreso a colpire con frequenza crescente. Nel gennaio 2025, un peschereccio di proprietà cinese, il Liaoning Daping 578, è stato liberato dopo essere stato sequestrato e portato nel distretto di Xaafuun, in Puntland, con tutto il suo equipaggio sano e salvo. Non è chiaro se sia stato pagato il riscatto da 10 milioni di dollari richiesto dai pirati.
L’aumento della pirateria ha allarmato le compagnie di navigazione e i commercianti, che temono un aumento significativo dei premi assicurativi. Le navi che attraversano queste rotte, in particolare quelle in transito lungo la costa della Somalia, sono spesso costrette a stipulare polizze contro i sequestri e il pagamento dei riscatti, note come “marine kidnap and ransom cover”. Con il crescente numero di attacchi, le compagnie assicurative potrebbero rendere più costose e più rigide le condizioni di queste polizze.
Secondo John Karissa, un commerciante di Mombasa, “se gli attacchi continueranno ad aumentare, sarà inevitabile che le tariffe assicurative salgano, con un impatto diretto sui costi del trasporto marittimo e, di conseguenza, sulle merci”. Questo potrebbe riflettersi negativamente sull’intero commercio internazionale, facendo lievitare i prezzi dei prodotti importati ed esportati via mare.
Di fronte a questa situazione, il governo del Kenya ha deciso di rafforzare le proprie misure di controllo sulle assicurazioni marittime. A partire dal 14 febbraio 2025, entrerà in vigore un nuovo regolamento che obbliga tutti gli importatori a stipulare “polizze assicurative esclusivamente con compagnie locali”.
L’annuncio è stato dato congiuntamente dall’Insurance Regulatory Authority (IRA) e dalla Kenya Revenue Authority (KRA), che hanno confermato che tutte le polizze di Marine Cargo Insurance (MCI) dovranno essere sottoscritte da assicuratori con licenza locale. L’obiettivo della normativa è duplice:
- Migliorare il controllo e la trasparenza delle coperture assicurative, attraverso un sistema digitale di registrazione delle polizze.
- Sostenere l’industria assicurativa locale, evitando che i premi assicurativi finiscano nelle casse di compagnie straniere.
La misura è stata adottata nel quadro di una serie di modifiche legislative introdotte nel Finance Act 2017 e nel Marine Insurance Act (CAP 390), che stabiliscono che chiunque abbia un interesse economico su una merce trasportata per via marittima deve acquistare la relativa assicurazione solo da compagnie riconosciute dal Kenya Insurance Act (CAP 487).
Il governo ha inoltre chiarito che chi non si adeguerà alle nuove norme non potrà ottenere il certificato di sdoganamento delle merci al porto di Mombasa, con il rischio di subire ritardi o blocchi nelle importazioni.
L’aumento della pirateria nell’Oceano Indiano sta riportando alla ribalta una minaccia che sembrava essere stata contenuta negli ultimi anni. I sequestri di navi, specialmente lungo le coste della Somalia e del Puntland, spingono le compagnie di navigazione a rivedere le proprie strategie di sicurezza e ad accettare costi assicurativi più elevati.
D’altra parte, il Kenya sta cercando di sfruttare questa situazione per rafforzare la propria industria assicurativa, obbligando gli importatori a rivolgersi a compagnie locali. Questo potrebbe avere un impatto significativo sulle dinamiche del commercio marittimo nella regione, aumentando i costi per gli operatori ma anche offrendo nuove opportunità economiche per il settore assicurativo nazionale.


