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Crisi

Kenya, Nairobi pronta a confrontarsi con Mosca sul reclutamento dei suoi cittadini

Il paese africano dice basta al coinvolgimento da parte della Russia di propri cittadini nella guerra in Ucraina

Il Kenya alza i toni nei confronti della Russia dopo le crescenti notizie di cittadini reclutati per combattere nella guerra in Ucraina. Nairobi definisce la pratica “inaccettabile” e annuncia un confronto diretto con Mosca per fermare quello che considera un sistema di arruolamento clandestino.

A parlare è stato il ministro degli Esteri Musalia Mudavadi, che ha sottolineato come il reclutamento dei cittadini keniani per operazioni militari straniere rappresenti un episodio grave nelle relazioni bilaterali tradizionalmente stabili sin dall’indipendenza del Paese. Secondo le stime del governo, circa 200 cittadini sarebbero stati coinvolti, sebbene il numero effettivo resti difficile da verificare. Le autorità precisano che nessuno di loro sarebbe partito attraverso canali ufficiali.

Il nodo centrale riguarda soprattutto le agenzie di reclutamento illegali, molte delle quali avrebbero attirato giovani con promesse di lavoro all’estero e condizioni di vita migliori. Il governo afferma di aver chiuso oltre 600 strutture sospette e di aver rimpatriato 27 connazionali rientrati dal fronte, ai quali viene offerto supporto psicologico. Resta però il dramma delle famiglie che attendono notizie dei propri cari, in alcuni casi senza poter recuperare le salme.

Per Nairobi, la priorità è ora chiara: proteggere i propri giovani da reti opache di reclutamento e riportare la questione entro un quadro istituzionale definito. Il confronto con Mosca si annuncia estremamente delicato, vista specialmente la necessità di dare risposte concrete ad un’opinione pubblica sempre più preoccupata per via di questa situazione.

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